Cartelle pazze, Codacons in campo
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
Cartelle pazze, Codacons in campo
Di Lieto: «Presenteremo ricorso e chiederemo l`annullamento del ruolo»
I CITTADINI di Santa Caterina sullo jonio con in testa il sindaco, Giuseppe Leto, sono scesi sul piede di guerra per protestare contro la pioggia di cartelle pazze piovute sulla loro testa da parte del Consorzio di Bonifica Alli – Soverato.
Il Consorzio, infatti, esige il pagamento di quote riferite al 1995.
E ieri il sindaco, Giuseppe Leto, ha indetto una seduta straordinaria di Consiglio comunale per discutere proprio dell`annosa questione chiamando al suo fianco il Codacons per associarsi in una battaglia giudiziaria contro il Consorzio di Bonifica.
A raccontare nel dettaglio la vicenda è lo stesso presidente del Codacons regionale, avvocato Francesco Di Lieto:«Si è deciso di proporre un ricorso avverso le cartelle esattoriali notificate dal Consorzio di bonifica perchè le somme dovute sono somme riferite al 1995. Oltre seicento cartelle sono state notificate dall`Etr e il sindaco ha deciso di associare l`intero Comune al Codacons. Il comune si costituirà all`interno di questo giudizio per ottenere il risarcimento dei danni». Ma la cosa veramente incredibile, come spiega lo stesso Di Lieto, è che le cartelle pazze sarebbero state notificate anche persone già passate a miglior vita, persone decedute oltre 15 anni fa.
Non solo, ma non sarebbero nemmeno stati individuati i terreni ai quali si riferisce il pagamento.
«Come Codacons faremo da una parte causa al Consorzio di bonifica e dall`altra chiederemo all`ente creditore di di annullare il ruolo per evitare che i cittadini siano costretti a proseguire il giudizio».
Pare che a tutt`oggi siano diversi i cittadini di Santa Caterina che hanno già pagato – come riferisce ancora Francesco Di Lieto – intimoriti dall`avviso sulla cartella esattoriale che intima, in mancanza di pagamento, il fermo della macchina o l`iscrizione d`ipoteca sulla casa.
«Noi riteniamo – prosegue il presidente regionale del Codacons – che anche chi ha pagato ha diritto a riavere indietro le somme poichè ha pagato non riconoscendo il debito ma per evitare il male estremo. Riteniamo – conclude Di Lieto- che il comportamento del Consorzio sia irresponsabile perchè non ha verificato se i cittadini fossero tenuti o meno a versare le somme richieste e non indica a quale terreno quelle somme facciano riferimento oltre ad aver lasciato cadere in prescrizione le quote richieste. Il Codacons- conclude il presidente Francesco Di Lieto- si sente onorato perchè per la prima volta in Italia un`amministrazione comunale si associa al Codacons e faremo di tutto perchè i diritti dei cittadini non vengano calpestati». A fargli eco condividendo il fatto che le cartelle pazze hanno imperversato sui cittadini della fascia Jonica e soprattutto su anziani e persone addirittura decedute prima del 1995, anche l`avvocato, Salvino Greco. Il legale sostiene che sarebbe più appropriato parlare di cartelle impazzite per errore umano piuttosto che di errore attribuibile ad un errore informatico. «In particolare – afferma l`avvocato Greco – l`azione posta in essere dal Consorzio, qualora fosse adeguatamente sostenuta nei suoi elementi costitutivi, produrrebbe un indebito arricchimento da censurare e stigmatizzare sotto tutti i profili. E, in particolare del c.d. “miglioramento fondiario“ non sono indicate le tipologie dei benefici prodotti agli utenti, la qualità e la quantità degli stessi, nè i beni sui quali sarebbero stati eseguiti i servizi o le opere.In questo caso prosegue- Greco- va da sè che il tributo richiesto tramite esattoria non sarebbe dovuto attesa l`insussistenza di prova a sostegno della pretesa creditoria». Inoltre secondo l`avvocato Greco suscita meraviglia il fatto che la somma del tributo richiesto e cioè 26,22 euro risulterebbe uguale per tutti i destinatari a prescindere dalla qualità e quantità dei terreni interessati dal “miglioramento fondiario.«Ma ciò che lascia perplessi- conclude Greco -è che oltre ai rilievi mossi, l`iter seguito per la riscossione di un contributo e non di un tributo così come specificato nelle cartelle. è sufficiente leggere con attenzione lo statuto del Consorzio per comprendere e concludere per il difetto assoluto dei presupposti di legge per la riscossione tramite esattoria». Lo stesso avvocato conclude che anche a sua sorella deceduta a novembre 2002 è stata inviata la cartella pazza. «Avesse avuto il Consorzio il buon senso di fare notificare le cartelle ai custodi del cimitero!».
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