12 Gennaio 2005

Cartelle pazze, anche Sant`Andrea

Cartelle pazze, anche Sant`Andrea
sollecita l`intervento del Codacons



NUOVI sviluppi nell`ambito della vicenda sulle presunte “cartelle pazze“ inviate dal`Etr per conto del Consorzio di bonifica ai cittadini del comprensorio del Basso Jonio. Anche il Comune di Sant`Andrea, infatti, ha deciso di scendere in campo a difesa dei cittadini e attraverso il sindaco, Maurizio Lijoi, ha chiamato in causa il Codacons per vederci chiaro.
«Siccome il Consorzio – scrive Lijoi al presidente dell`associazione Francesco Di Lieto – nel nostro comune negli anni `90 sembra non abbia eseguito alcuna opera, appare più che evidente l`impossibilità per lo stesso di provare l`esistenza di benefici concreti a favore degli immobili interessati dalle cartelle. Supportati da tutto ciò e da diverse sentenze – continua il sindaco di Sant`Andrea – abbiamo deciso di rivolgerci al Codacons, invitando il presidente Di Lieto a un incotro con i cittadini per discutere nel merito e per promuovere e adottare tutte quelle iniziative che saranno ritenute necessarie per tutelare legittimi interessi e diritti dei cittadini». Intanto, proprio il Codacons ha chiesto al Consorzio di bonifica di emettere un provvedimento in autotutela, sulla base di una serie di motivazioni: «Numerosissimi associati Codacons, residenti, tra l`altro, nei comuni di S. Caterina dello Jonio, Gasperina, S. Andrea, hanno ricevuto cartelle esattoriali attraverso le quali l`Etr, richiede ­ su mandato del Consorzio di Bonifica ­ il pagamento della “quota consortile“ per l`anno 1995. A prescindere dalla palese sproporzione tra la somma richiesta e l`eventuale servizio prestato, ogni diritto in capo all`ente impositore è da considerarsi abbondantemente prescritto».
«La somma richiesta – scrive ancora il Codacons – è illegittimamente quantificata, in quanto non trova riscontro in alcun atto di accertamento che il Consorzio avrebbe dovuto notificare; di tal chè il presunto credito non è certo, liquido ed esigibile per assoluto difetto di titolo esecutivo. In merito, poi, all`eccezione preliminare di intervenuta prescrizione, deve ribadirsi che il credito vantato dal Consorzio di Bonifica costituisce una entrata patrimoniale ed è necessariamente soggetto al regime prescrizionale. L`amministrazione non può avanzare richieste criptiche nei confronti del cittadino, il quale dovrebbe compiere opera di ardita interpretazione sulla base di simboli e numeri utilizzati dalla stessa amministrazione. E`, pertanto, illegittima una cartella esattoriale che contenga simboli e numeri criptici e che non riporti neppure la legenda dei numeri usati, non potendosi pretendere che il contribuente presuma le motivazioni delle richieste dell`amministrazion. Il contribuente deve sempre poter verificare la bontà dell`operato dell`amministrazione. Conseguentemente una cartella esattoriale priva di motivazione, rende illegittima l`iscrizione a ruolo».
Queste solo alcune delle motivazioni che l`associazione a difesa dei consumatori sposa nel richiedere al consorzio l`atto di autotutela.
Intanto il da Gasperina, il Saverio Voci fa sapere che «il caso delle cartelle pazze è stato portato avanti dal gruppo di minoranza al Comune “Solidarietà per Gasperina“, su mio esplicito interessamento e non su interessamento del sindaco Lomanni e della sua maggioranza».

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