28 Marzo 2015

Cartelle delle Entrate, ricorsi dei Consumatori

Cartelle delle Entrate, ricorsi dei Consumatori

PERUGIA – Nonostante l’ avvertimento del direttore dell’ Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi («Gli atti sono validi, non si facciano spendere soldi inutili ai cittadini per i ricorsi»), le associazioni dei consumatori e numerosi studi legali stanno preparando i ricorsi per l’ annullamento dei provvedimenti (tra cui migliaia di cartelle esattoriali) firmati dai 767 dirigenti delle Entrate (430 quelli delle Dogane e del Territorio) che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi. In sostanza, la Consulta (la decisione è già stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale) ha dichiarato l’ illegittimità costituzionale dei provvedimenti con cui l’ Agenzia delle entrate, dopo un decreto del Governo, ha sanato la posizione di una serie di funzionari che da anni svolgono funzioni dirigenziali senza averne la qualifica, in violazione della norma che sancisce la nullità dell’ assegnazione del lavoratore a mansioni proprie di una qualifica superiore. Tutte le nomine dirigenziali effettuate senza lo svolgimento di un regolare concorso sono state, quindi, annullate. Oltre a decapitare figure e funzioni di vertice dell’ Agenzia delle entrate, la questione apre il dilemma se gli atti firmati da questi dirigenti siano validi o meno. Se non fossero validi, sarebbero nulle migliaia di cartelle esattoriali arrivate a cittadini e imprese firmate da questi dirigenti. Per le associazioni dei consumatori, tra cui Federconsumatori, Adusbef e Codacons, e per vari stu di legali, non ci sono dubbi: «La sentenza della Consulta – affermano – offre la possibilità a decine di migliaia di cittadini vessati dal Fisco, di poter ricorrere in giudizio per ottenere l’ annullamento delle cartelle esattoriali» partite al termine di accertamenti firmati appunto da quei dirigenti. Le associazioni dei consumatori annunciano di aver già richiesto l’ accesso ai nominativi dei 767 dirigenti delle Entrate. Il Codacons, in particolare, ha annunciato una classe action per «tutelare gli interessi dei contribuenti». Per l’ associazione dei consumatori, è «più che evidente la nullità totale degli atti derivante dalla decisione della Corte costituzionale». Perciò «tutte le cartelle esattoriale emesse dall’ Agenzia delle entrate e riconducibili ai dirigenti incaricati senza concorso, non hanno valore, e pertanto i cittadini non sono tenuti ai pagamenti richiesti». E anche se il Codacons si impegna a «sostenere l’ attività dell’ Agenzia finalizzata al contrasto dell’ evasione fiscale», evidenzia che «non può non schierarsi accanto ai contribuenti quando gli atti di accertamento sono affetti da nullità formale». Di parere totalmente contrario sia il Governo («La legittimità degli atti non è posta in discussione», ha dichiarato il ministro dell’ Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoàn), sia la direttrice delle Entrate. Dopo aver evidenziato che i soldi delle cartelle sono richiesti a soggetti che non hanno pagato i tributi dovuti e che sono risorse per i cittadini, Rossella Orlandi ha rilevato come quei pagamenti, se non dovessero avvenire, ricadrebbero su tutti i cittadini stessi. Ed è andata giù dura, rilevando che «tentare di fare impugnare» gli atti firmati dai dirigenti “decaduti” delle agenzie fiscali «mi pare vergognoso, perché si fanno perdere soldi ai cittadini. Smettiamola di far girare sciocchezze, gli atti sono validi, non si facciano spendere soldi inutili ai cittadini per i ricorsi».

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