10 Dicembre 2015

Carte di pagamento, arriva la commissione fissa. Timori dei consumatori

Carte di pagamento, arriva la commissione fissa. Timori dei consumatori

ROMA. La notizia sembra una di quelle buone. Da ieri ai commercianti costano meno le commissioni per i pagamenti fatti dai clienti con carte di credito ovvero con bancomat o carte prepagate. È l’ effetto dell’ entrata in vigore del regolamento europeo che prevede un tetto unico: lo 0,3% per i pagamenti con carte di credito e lo 0,2% per le transazioni con le carte di debito (i bancomat appunto) o con le carte prepagate (la più famosa è la Postpay). La disposizione non riguarda invece le carte American Express e Diners che potranno continuare ad applicare le loro commissioni (generalmente più alte). L’ obiettivo della disposizione è quello di incentivare l’ uso della moneta elettronica e favorire la tracciabilità delle transazioni. Tuttavia le organizzazioni dei consumatori sono in allarme e avvertono che potrebbero esserci ricadute negative proprio sul soggetto più debole, il consumatore. Per Adusbef e Federconsumatori, il tetto unico «produrrà vantaggi per gli esercenti, ma scarsi benefici per i consumatori». Infatti, secondo stime, la misura potrebbe tradursi in un risparmio di circa 7 miliardi di euro l’ anno che andranno per oltre il 90% a vantaggio dei commercianti e meno del 10% per utenti e consumatori. In altre parole il taglio delle commissioni «difficilmente si tradurrà in una riduzione dei prezzi di beni e servizi». Ma non finisce qui. Secondo il Codacons e secondo l’ Iepc (un’ associazione di consumatori creata per sensibilizzare proprio all’ uso della moneta elettronica) la disposizione rischia di esporre i consumatori, che usano le tre categorie di carte interessate dal ta glio delle commissioni (il 90 per centodel totale), di pagare per le loro carte canoni annui più costosi. «Infatti – spiega il Codacons – le banche potrebbero rifarsi del taglio delle loro commissioni alzando il costo delle carte o le tariffe annuali legate al servizio». A questo proposito Iepc cita «le infelici esperienze in Spagna, Stati uniti e Australia dove sono state norme simili». L’ esclusione di American Express e Diners poi, secondo Iepc, «crea una distorsione della libera concorrenza».
 

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