10 Aprile 2010

Carte di credito nel mirino

Bufera dopo lo stop di Bankitalia ad American Express. Dall’ inchiesta emersi tassi usurari DA ROMA C lass action contro chi emette carte revolving che arrivano a tassi da usura e un intervento dell’ Antitrust e del Governo per bloccare il fenomeno delle speculazioni sul credito al consumo. I consumatori tornano all’ attacco del- le aziende che emettono carte di credito revolving dopo lo stop disposto da Bankitalia su nuove emissioni dell’ American Express Service Europe in Italia. E scoprono inoltre che, oltre al caso dell’ American Express anche Fiditalia (nell’ ottobre 2009) è stata interessata da un blocco di Bankitalia, con un analogo intervento preso dall’ Antitrust sulle carte Coincard. Tutto nasce dall’ inchiesta di Trani quando, grazie ad alcune intercettazioni, è venuto alla luce un fenomeno di tassi usurari legati proprio alle revolving dell’ American Express. Da qui la decisione della Banca d’ Italia, resa nota giovedì, di bloccare le nuove emissioni. L’ Adusbef, che ha chiesto già ieri all’ Antitrust di emettere un provvedimento cautelare nei confronti di tutte le società che emettono carte con analoghe caratteristiche dell’ American Express, annuncia di avere intenzione di avviare «una poderosa class action per tutelare gli utenti della carte di credito attive (stimati in 7 milioni) che hanno subito danni economici con interessi usurari in violazione della legge». L’ associazione guidata da Elio Lannutti chiede inoltre alla Banca d’ Italia, a tutela dei consumatori, maggiore comunicazione sulle decisioni prese. Anche il Codacons studia una class action «a tutela di tutti gli utenti italiani », l’ ufficio legale ha già avviato le pratiche per studiare l’ azione legale collettiva. La decisione di Via Nazionale ottiene il plauso di Adiconsum che chiede di ampliare l’ indagine avviata in Puglia, perchè ritiene che «il fenomeno non sia isolato ma abbastanza diffuso». Un fenomeno, quello delle revolving che Adiconsum ritiene «una proposta insidiosa poichè nasconde interessi rilevanti di circa il 20-30% di cui ci si accorge, ad esempio, nel caso in cui si paga in ritardo una rata. A quel punto, infatti, scatta un meccanismo di ricalcolo degli interessi che porta in molti casi all’ applicazione di tassi usurari ». Federconsumatori invoca un intervento dell’ Antitrust che deve «verificare le condizioni applicate sanzionando chi non garantisce adeguata trasparenza e applica tassi illegali». Il presidente dell’ Antitrust, Antonio Catricalà, ricorda che sono già 15 le aziende già condannate per irregolarità nell’ erogazione di finanziamenti al consumo. Lo scorso anno l’ autorità ha «aperto e chiuso già 7 istruttorie, per un totale di 3.150.000 euro di multe».

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