Carte dei servizi «Enti e aziende disattenti»
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fonte:
- Il Messaggero
IL PROGETTO Un sistema di monitoraggio sulla consistenza dei servizi di pubblica utilità letta attraverso contratti e le carte della qualità. L’ Umbria se ne vuole dotare sulla scorta di quanto già fa la Toscana che ha inserito l’ adozione e la pubblicazione di tali documenti nel programma triennale per la trasparenza e l’ integrità. Il tema è stato al centro del convegno promosso a Villa Umbra di Pila da Adiconsum, Codacons, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino dell’ Umbria in collaborazione con la Regione. La situazione in Umbria dopo la mappatura eseguita dalle associazioni di consumatori appare ancora incerta con molte aziende che «mostrano disattenzione» alla questione. In pochi, tra Comuni e altre amministrazioni locali, hanno risposto alla richiesta dei Consumatori mentre c’ è chi oltre a esserne dotati l’ ha pubblicata sul proprio sito istituzionale. Dalla carta dei servizi dipende anche il contratto che l’ ente pubblico stipula col gestore e il messaggio che è arrivato dal convegno è che l’ assenza della prima può portare anche a invalidare il secondo. «Il contratto e la Carta dei servizi costituiscono il riferimento per ogni informazione, obbligo e diritto che l’ utente voglia conoscere e far valere», spiegano le associazioni. «Per questo la carta dei servizi deve essere resa disponibile agli utenti prima della conclusione del contratto e deve essere sempre consultabile nel corso del rapporto contrattuale». Quando si tratta di attivare un servizio, ad esempio, è necessario che chi lo eroga rispetti dei tempi che devono essere indicati nella Carta, dando la possibilità all’ utente, se non sono rispettati, di chiedere il rimborso nei tempi, modi e quantità definite nello stesso documento. Nessun ultimatum dalle associazioni ma è chiaro che in assenza di risposte dalle aziende “carenti” si potrebbe arrivare anche alla diffida. Nella definizione di tali documenti, inoltre, come riconosciuto da Alberto Naticchioni, amministratore unico della Scuola di Pa, «vanno consultate le associazioni dei consumatori, va istituita una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi». Tra i servizi presi in esame, il tpl per il cui monitoraggio si auspica l’ adozione del “modello-Toscana”. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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