7 Agosto 2017

Carte di credito, boom nell’uso del Pos. E a settembre scatta la multa

 

 

Roma, 7 agosto 2017 – Fa discutere il provvedimento, allo studio del governo, per obbligare i commercianti ad accettare pagamenti con la carta di credito, e da settembre potrebbero scattare multe di 30 euro a chi non ha il pos, come ha annunciato il viceministro dell’Economia Luigi Casero. In particolare da settembre le sanzioni scatterebbero per professionisti, commercianti e artigiani che non consentiranno il pagamento con il bancomat delle transazioni superiori ai 5 euro. Mentre il Codacons protesta e parla di provvedimento tardivo e sanzioni ridicole, la Cgia lancia un appello per escludere alcune categorie di artigiani e Confesercenti sottolinea la necessità di abbattere i costi di utilizzo del Pos, soprattutto per pagamenti di pochi euro.

I DATI CONFESERCENTI – Certo, il nostro Paese è fanalino di coda in Europa per pagamenti digitali e carte elettroniche. Ma il divario con Regno Unito, Francia e Germania si sata assottigliando e l’adozione della moneta elettronica da parte delle imprese italiane continua a crescere a ritmi record. Secondo uno studio di Confesercenti nel 2016 la base installata di Pos – i dispositivi point of sales necessari per accettare pagamenti via bancomat o carta di credito – ha raggiunto il numero di 2,18 milioni, con un aumento di 235mila unità sull’anno precedente (+12%) e di quasi 800mila (+58%) rispetto al 2011. In media, negli ultimi cinque anni sono stati attivati ogni giorno più di 400 nuovi Pos.

La loro crescita ha superato, in velocità, persino quella del numero di carte di pagamento personali, che nei cinque anni in esame aumentano del 36,8%, per circa 17,8 milioni di carte abilitate in più. Per lo più si tratta di bancomat: a trainare l`incremento, infatti, sono le carte di debito, che passano dai poco più di 36 milioni del 2011 ai 53,7 del 2016: 17,5 milioni di carte in più (+48,5%).
“Le imprese, in particolare quelle del commercio, hanno deciso liberamente di adottare sistemi di pagamento elettronici, nonostante il legislatore non prevedesse sanzioni – commenta Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti – introdurre delle multe vorrebbe infatti dire solo punire quelle categorie di imprese che, a causa di margini di partenza ristretti, hanno difficoltà a sostenere il peso delle commissioni legate alle transazioni elettroniche: gestori carburanti, tabaccai, edicolanti e bar”. E ancora: “La diffusione della moneta elettronica si aumenta abbattendo i costi di utilizzo dello strumento, in particolar modo sui micro-pagamenti, non imponendo sanzioni che condizionano la libera attività di impresa”.

LA PROTESTA DEI CONSUMATORI – “Un provvedimento del tutto tardivo che non risolverà il problema dei pagamenti attraverso Pos – afferma il Codacons, in una nota – Da anni denunciamo come l’assenza di provvedimenti e sanzioni nei confronti di esercenti e professionisti che non consentono i pagamenti con Pos, abbia arrecato un danno enorme agli utenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Dai taxi agli artigiani, passando per professionisti, bar, ristoranti e locali commerciali, troppo volte i consumatori si sentono rispondere ‘no’ alla loro legittima richiesta di pagare attraverso bancomat o carte di credito. Un rifiuto che alimenta l’evasione e di cui il Governo è stato complice, omettendo di sanzionare i trasgressori». «Ora il viceministro annuncia sanzioni da 30 euro per chi non consente pagamenti con moneta elettronica, ma l’entità della multa è del tutto ridicola – prosegue Rienzi – Servono sanzioni ben più salate, perché i gravi ritardi nell’introdurre provvedimenti contro i trasgressori hanno prodotto un danno non solo agli utenti ma anche alla lotta contro l’evasione fiscale, con ripercussioni per i conti pubblici”.

APPELLO CGIA – Il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo lancia un appello: “Il Pos non sia obbligatorio per tutte le categorie artigiane. Con l’introduzione delle sanzioni, milioni di attività che lavorano esclusivamente per altre aziende o per la Pubblica amministrazione – prosegue Paolo Zabeo – saranno obbligate a dotarsi del Pos e a sostenere dei costi del tutto inutili. Si pensi agli autotrasportatori, alle imprese di costruzioni che lavorano per il pubblico, alle aziende metalmeccaniche, a quelle tessili, a quelle dell’abbigliamento e della calzatura che lavorano in subfornitura, alle imprese di pulizia che prestano servizio presso le aziende private o gli enti pubblici e ai commercianti all’ingrosso. Tutte attività che nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili. In questi casi l’obbligo del Pos avvantaggerebbe solo le banche”.

Oltre a ciò, Zabeo solleva un altro aspetto molto penalizzante per alcune categorie artigiane: “Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti, i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l’immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente o collaboratore dovrà essere dotato di un Pos. Chi ha voluto questa legge, ha idea di quali costi dovranno sostenere queste piccole attività artigianali?”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox