7 Ottobre 2005

Carte clonate, sos Sardegna



ROMA. Rubare l`identità e i dati anagrafici di qualcuno per clonare le sue carte di credito e aprire finanziamenti a suo nome è un crimine sempre più diffuso in Italia. Il fenomeno vede la Sardegna ai primi posti e Sassari fra le province più colpite. E le vittime subiscono anche il danno di restare “macchiate“ nei rapporti economici che decidono di intrattenere. Solo nel 2004, secondo i dati elaborati dal servizio antifrode di Crif, gruppo italiano specializzato nella gestione dei sistemi di informazione creditizia, è stato di 1,4 miliardi di euro il valore dei finanziamenti sospetti con dati altrui intercettati, e 191.000 le persone coinvolte. Un fenomeno dovuto alla crescita del credito al consumo, alla diffusione delle carte di pagamento, di internet e dell`home banking. E` quanto è emerso dal seminario organizzato dal Codacons (associazione dei consumatori) e da Crif, che hanno elaborato un sistema “cancella-macchia“ sui consumatori vittima di questi raggiri. “Capita – spiega Enrico Lodi direttore di Crif – che molti cittadini si vedano negare prestiti e finanziamenti perchè risultano presso le banche come debitori inadempienti o già con altre richieste aperte. Il protocollo da noi firmato con Codacons consente, una volta accertata la frode, di eliminare questa macchia dal profilo del consumatore, che potrà così tornare a beneficiare di credito presso le banche senza aspettare l`esito di un procedimento penale, a volte troppo lungo“. In base ai dati raccolti dal servizio antifrode di Crif, i tentativi di frode tramite l`utilizzo di carte di credito sono cresciuti, passando dal 13% nel 2003 al 16% nel 2004. Le regioni più a rischio sono quelle centro-meridionali, soprattutto Campania, Sardegna e Lazio. La maggiore concentrazione dell`uso di dati anagrafici sospetti di frode è stata riscontrata nel 2004 nelle province di Prato, Caltanissetta e Sassari.

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