1 Aprile 2015

Carrello della spesa col freno a mano tirato

Carrello della spesa col freno a mano tirato

Così, mentre le offerte si moltiplicano, gli acquisti si raffreddano o quanto meno non crescono di pari passo con gli sconti e le promozioni. «Negozi e supermercati inducono all’ acquisto – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – tramite prezzi scontati e offerte che in certi casi possiamo definire “selvagge”. Ma a differenza di quanto accadeva in passato, oggi si compra solo ciò che serve: si sta attenti al prezzo, ma anche alla quantità». Un problema di budget della spesa più magro rispetto al passato. «In alcuni casi, ci sono pochi soldi, in altri si preferisce risparmiare in attesa di tempi migliori, specie sul versante lavorativo». Aspetti che hanno portato le famiglie a cambiare il modo di fare la spesa. «Si compra più spesso ma si compra meno», rileva Alfredo Renzetti di Trade e Marketing Lab, società perugina specializzata nella consulenza per le aziende della distribuzione commerciale. «L’ altro aspetto riguarda le offerte che spesso indirizzano gli acquirenti negli acquisti. Siccome riguardano ogni forma commerciale, dall’ iper mercato al negozio di vicinato, a parità di prezzo, il consumatore si reca dove è più semplice fare la spesa, magari sotto casa. Non a caso, i migliori risultati arrivano dai piccoli market di vicinato». TRA SFIZI E RINUNCE Il leit motiv delle rinunce o della cinghia tirata sembra mal combinarsi con le tendenze che emergono dai panel delle varie indagini nazionali (vedi Nielsen) che oltre al sotto-segmento Prima colazione, danno in recupero anche il paniere Pronti da mangiare segnalando una crescita del 10% di piatti preparati come zuppe e insalate. Una tendenza meno evidente in Umbria dove, al pari delle zone dove la tradizione culinaria è più forte, il trend negli acquisti di farina e zucchero, ad esempio, testimoniano dell’ abitudine a cucinare in casa, pane, dolci, biscotti e torte salate. Una scelta che in tempi di crisi porta qualche risparmio e un dato poco incoraggiante arriva proprio da chi le situazioni di difficoltà le incontra (quasi) tutti i giorni. «La situazione finanziaria generale delle famiglie resta precaria – aggiunge Carla Falcinelli – e in tanti fanno economia anche su spese essenziali». A partire da quelle per il riscaldamento. «Come associazione ci siamo occupati di decine di casi di capo famiglia che non riescono a pagare le bollette del metano. E l’ aspetto che maggiormente fotografa il momento è che se una volta si chiedeva un aiuto per dilazionare o rateizzare importi da 1.000/1.200 euro, ora gli utenti vengono a lamentarsi e a chiedere soluzioni per fatture di conguaglio di 300/400 euro. Queste cifre, riferite ai mesi invernali, dimostrano che queste famiglie hanno rinunciato anche a riscaldare le loro case». Un altro settore che indica come la crisi non sia ancora alle spalle è quello della detergenze che nell’ ultimo anno ha segnato un arretramento del 3,1% come rileva il 17° Osservatorio del mercato dei detergenti e di prodotti per la casa Assocasa-Nielsen. Anche in questo caso, le promozioni (al 42,6% contro il 31,5% dell’ alimentare) non riescono a stimolare gli acquisti. Addio a detersivi in polvere, brillacciai e liquidi miracolosi per mattonelle e pavimenti: gli unici prodotti col segno più sono candeggine, igienizzanti e deo-emanatori. Per una casa non riscaldata ma almeno profumata. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this