31 Marzo 2012

Carrello della spesa ai massimi dal 2008

Carrello della spesa ai massimi dal 2008

ROMA Il potere d’ acquisto degli italiani è messo a dura prova: se da una parte l’ inflazione resta su alti livelli e il carrello della spesa mette a segno il rincaro più alto da oltre tre anni e mezzo, dall’ altra gli stipendi rimangono fermi, ai minimi da quasi tredici anni, e il divario con i prezzi tocca di nuovo i massimi dal 1995. Insomma le buste paga fanno sempre più fatica a tenere il passo con il caro vita. Si è, quindi, aperta una crepa che molto probabilmente avrà ripercussioni negative sui consumi e che fotografa lo stato di recessione dell’ Italia. Ieri l’ Istat, ha, infatti, diffuso sia le stime sull’ inflazione a marzo sia i dati sulle retribuzioni contrattuali nei primi due mesi dell’ anno. Cifre che suscitano le preoccupazioni di consumatori e commercianti. A marzo i prezzi, su base annua, non sono scesi dal +3,3% segnato già a febbraio, crescendo dello 0,5% in un solo mese. Soprattutto continua a salire il conto della spesa: i prodotti acquistati con maggiore frequenza aumentano del 4,6%, il valore più alto dall’ ottobre del 2008. A trainare i rincari sono i carburanti, con la benzina in rialzo, rispetto a marzo 2011, del 18,6% e il diesel del 22,5%. Nell’ area euro, invece, l’ inflazione fa un piccolo passo indietro, scendendo al 2,6%. Intanto a febbraio le retribuzioni contrattuali (che fanno riferimento alle erogazioni con carattere generale e continuativo, come paga base, indennità generali e premi mensili) restano ferme rispetto a gennaio, aumentando solo dell’ 1,4%, su base annua, come era anche accaduto nei due mesi precedenti. I salari rimangono così inchiodati al valore tendenziale più basso dal marzo del 1999. E il confronto con la crescita dei prezzi al consumo torna, come era stato a dicembre, al livello massimo, pari a 1,9 punti, da diciassette anni. Sul raffreddamento delle buste paga pesa il blocco della contratti nella pubblica amministrazione (3 milioni di dipendenti). Infatti, per il comparto pubblico la variazione annua degli stipendi è pari a zero, mentre un pò meglio va per i dipendenti del privato, che hanno potuto contare su un aumento dell’ 1,8% (comunque ampiamente al di sotto dell’ inflazione). I numeri sugli stipendi e sui prezzi allarmano le associazioni dei consumatori che prevedono tempi molto duri: il Codacons ipotizza una stangata di 670 euro a famiglia per la spesa di tutti i giorni; mentre Fedeconsumatori e Adusbef calcolano una ricaduta generale di 1.330 euro annui per nucleo familiare. Timori vengono anche espressi da fronte delle imprese: riguardo a un nuovo rialzo dell’ Iva Federdistribuzione avverte: «Si può stimare che l’ aumento strutturale delle due aliquote considerate nella legge «Salva Italia» comporterebbe a regime un innalzamento dell’ inflazione di 1,7 punti, con un conseguente calo dei consumi dello 0,8%». Sulla stessa linea Confcommercio, che evidenzia come «il settore distributivo non abbia avuto comportamenti inflazionistici, ma abbia, invece, subito le conseguenze dell’ erosione del potere d’ acquisto delle famiglie». Intanto, le Regioni scendono in campo per tentare insieme una strategia nella direzione di una diminuzione del prezzo dei carburanti alla pompa. Regione pilota di questa iniziativa è la Toscana che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, chiedendo di interessare il Governo affinchè, con proprio atto, estenda anche ai gestori non proprietari la possibilità di rifornirsi sul libero mercato almeno per il 50% del venduto. Il decreto Cresci Italia ha infatti previsto la possibilità, per i gestori legati a un marchio e se proprietari dell’ impianto, di rifornirsi sul libero mercato fino al 50% del venduto nell’ anno precedente. La richiesta è che si estenda questa possibilità anche ai gestori non proprietari, che sono la stragrande maggioranza. La proposta di «Liberalizzazione dell’ approvvigionamento del carburante sul libero mercato» avanzata dalla Toscana è stata messa all’ ordine del giorno della Conferenza delle Regioni di mercoledì prossimo e la commissione Attività Produttive della Conferenza, sotto la guida del coordinatore, l’ assessore delle Marche Antonio Canzian, ne ha discusso lo scorso 28 marzo. Intanto, per favorire la realizzazione di impianti «no logo», le cosiddette «pompe bianche» non legate ai grandi produttori, la Regione Toscana il mese scorso ha siglato un’ intesa con la grande distribuzione organizzata. (a.m.)

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this