Carrello col fiatone
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fonte:
- Il Messaggero
di FABIO NUCCII segnali di una crisi che sta lasciando il segno sulle abitudini delle famiglie arrivano da più parti, portandosi dietro anche una serie di contraddizioni. «Ci sono esempi di famiglie tipo composte da genitori e due figli con due stipendi – spiega Alfredo Renzetti di Trade & Marketing Lab, istituto di ricerche marketing perugino – che operano scelte nella spesa alimentare orientate al discount, affrancando nel tempo i supermercati. Rispetto ai quali, nei prodotti confezionati (ad esempio i biscotti) si può ottenere un risparmio anche del 50%. Poi, però, si scopre che la stessa famiglia non rinuncia a comprare il computer portatile o l’ ipad al figlio. Scelte figlie di un livello di benessere che c’ era ma che non c’ è più e che porta anche a situazioni paradossali».Per stringere la cinghia le famiglie stanno operando un vero e proprio riposizionamento che parte anche dal tempo libero. «Nei fine settimana c’ è meno gente fuori casa – aggiunge Renzetti – anche se difficilmente si rinuncia all’ uscita al ristorante. Solo che, se prima una famiglia media cenava fuori una volta alla settimana, ora succede una ogni due. Tornano in auge le cene in casa tra amici, aspetto che ha tenuto a galla le vendite della grande distribuzione: un fenomeno tutto italiano». Secondo un’ elaborazione della Fipe Confcommercio, gli umbri hanno tolto circa 150euro alla voce tempo libero e cultura, tagliando anche su cinema, concerti e musei. «Anche in previsione delle vacanze – osserva Renzetti – vedremo nuovi comportamenti: magari non si rinuncerà alla vacanza in Salento, ad esempio, ma invece del villaggio in alta stagione, si opterà per l’ affitto di un appartamento in media stagione».Sul versante commercio si registrano le frenate di abbigliamento e arredamento ma anche di informatica ed elettrodomestici. Secondo Gfk Temax, nel 2011 l’ elettronica di consumo ha subito una contrazione del 9% circa. «Sul no food siamo arrivati all’ osso – fa notare Renzetti – e anche nell’ abbigliamento nonostante ci si inventi ormai di tutto, gli affari restano al di sotto delle aspettative». A questo si aggiunge un calo del 20% nel traffico autostradale e una contrazione nelle vendite di carburante (-9% secondo l’ Unione petrolifera) con un impatto anche sulla mobilità delle famiglie. «Per reggere le opportunità del mercato l’ unica leva sulla quale possono intervenire per contenere i costi è il lavoro: si taglia sulle ore lavorate, sulla vendita al pubblico, ad esempio. La liberalizzazione degli orari alla fine sta bene a pochi anche per questo perché i costi sono elevati, anche se proprio le domeniche sono i giorni che portano più gente nei centri commerciali umbri con il 40/50% in più di affluenza media rispetto al dato feriale settimanale». Sullo sfondo, il proliferare dei negozi dell’ oro usato. «Un fenomeno da non sottovalutare – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – visto che pure in Umbria in due anni i Compro oro sono quasi raddoppiati: dilagano sulle tracce del vecchio monte di pegni, con la differenza che in questo caso la transazione si chiude con la cessione dell’ oro usato e con l’ incasso del corrispettivo».Le difficoltà di piccole imprese e famiglie si legge anche tramite le crescenti richieste di rateizzazione delle cartelle Equitalia. «La possibilità di pagare a rate – spiega Piergiorgio Iodice, direttore regionale Umbria Equitalia Centro – è uno strumento sempre più utilizzato dai contribuenti umbri: le dilazioni concesse sono oltre 24mila per un debito complessivo di quasi 320 milioni». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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