9 Maggio 2020

Carrelli troppo “salati” Ora l’ Antitrust indaga: «Faremo chiarezza»

l’ agcm ha inviato richieste di informazioni a tutte le sigle di iper e supermercati coop alleanza: «nessuna richiesta in emilia romagna». conad si chiama fuori
Stefano Totaro Qualcuno ne ha approfittato e ha speculato rincarando i prezzi? E a farlo sono state proprio quelle uniche “oasi”, iper e supermercati, che davano rifugio, a costo di file e tempi lunghissimi, a chi si avventurava fuori casa per fare i necessari rifornimenti? A scendere in campo, a tal proposito, è l’ antitrust che ora vuole fare chiarezza, in Italia e quindi anche nel territorio modenese. Perché nessuna sigla è stata esclusa, anche se ci sono eccezioni, come Coop Alleanza 3.0 e Conad. L’ Agcm, ovvero l’ Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha avviato un’ indagine preistruttoria, inviando richieste di informazioni a numerosi operatori della grande distribuzione organizzata, per acquisire dati sull’ andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ ingrosso di generi alimentari di prima necessità. Nel mirino anche i detergenti, i disinfettanti e i guanti. Una fase preistruttoria: ovvero si tratta di lettere con richieste di informazioni “al fine di individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’ emergenza sanitaria a base dell’ aumento di tali prezzi”, come ha pubblicato sul suo stesso sito. Le richieste riguardano oltre 3.800 punti vendita, soprattutto dell’ Italia centrale e meridionale.I principali destinatari delle richieste sono Carrefour Italia, Md, Lidl, Eurospin, Fratelli Arena, alcune cooperative Conad (Conad sicilia, Conad Nord-Ovest, Pac 2000, Conad Adriatico, Margherita distribuzione), alcune cooperative e master franchisor Coop (Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop centro Italia, Coop Liguria, Novacoop, Coop Alleanza 3.0, Tatò Paride), diverse strutture aderenti a Sisa, Sigma e Crai. Per l’ Antitrust, in base a dati Istat, sono emersi a marzo per i prodotti alimentari, “aumenti dei prezzi rispetto a quelli correnti nei mesi precedenti differenziati a livello provinciale”. I maggiori aumenti si riscontrano in aree non interessate da “zone rosse” o da misure rafforzate di contenimento della mobilità, si legge fra l’ altro nella nota dell’ autorità, che specifica di aver così ritenuto di “non poter escludere che tali maggiori aumenti siano dovuti anche a fenomeni speculativi”.In questi giorni l’ allarme era venuto proprio da Coldiretti che evidenziava come fossero schizzati alle stelle i prezzi al consumo della frutta (+8,4%), della verdura (+5%) ma anche del latte (+4,1%) e dei salumi (+3,4%) .L’ elenco fornito da Coldiretti non si ferma qui. Infatti ad aumentare è anche il prezzo della pasta (+3,7%), dei piatti pronti (+2,5%), del burro (+2,5%), dei formaggi +2,4%), dello zucchero (+2,4%), degli alcolici (+2,1%) delle carni (+2%), del pesce surgelato (+4,2%) e dell’ acqua (+2,6%).E le associazioni dei consumatori non stanno certo a guardare. Fabio Galli, presidente di Codacons Modena: «Nell’ ipotesi in cui l’ Antitrust dovesse procedere nei confronti di una o più sigle della grande distribuzione, noi ci costituiremo parte civile, invitando tutti i cittadini a farsi avanti. L’ Antitrust può trovare prove, ha titolo per andare a vedere i dati contenuti nelle tesserine dei soci di vari catene, con le tesserine risultano gli acquisti, vengono registrati». «Noi al Codacons – aggiunge Galli – abbiamo ricevuto tantissime lamentele e le sigle della grande distribuzione sono ricorrenti in queste segnalazioni. Gente che ci dice di aver trovato la farina a 1,20 mentre prima costava 0,80, e così via. Sono aumenti molto marginali ma 20 cent. di qui, 30 di là, alla fine della giornata io ho speso due o tre euro in più ingiustificatamente. Inoltre i nostri associati camionisti sostengono che loro hanno continuato sempre a girare, di aver consegnato di più perché per ponti e festività non c’ è stato il blocco dei trasporti pesanti. La merce arrivava tranquillamente, forse qualcuno faceva incetta, ma la merce è sempre arrivata, quindi non ci sarebbe giustificazione negli aumenti». E i colossi modenesi cosa dicono?Coop Alleanza 3.0 «ritiene doveroso che l’ Antitrust effettui le indagini sui prezzi dei prodotti di prima necessità in una fase così delicata per l’ intero Paese. Per quanto ci riguarda siamo a disposizione delle autorità per fornire ogni informazione utile, ma va sottolineato che la cooperativa non ha ricevuto richieste di indagini o informazioni per l’ Emilia Romagna». «Inoltre – aggiunge Coop Alleanza 3.0 – si segnala che i prodotti del settore Grocery (confezionato) hanno visto un importante calo dei prezzi sia sul prodotto a marchio Coop che su quelli delle altre marche registrando un calo medio dell’ 1,7% (dato riferito ai primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019). Infine, dato che dall’ ultima settimana di marzo 2020 Coop Alleanza 3.0 ha deciso di bloccare i prezzi del confezionato, i prezzi sono rimasti stabili». Conad da canto suo fa sapere «di non aver ricevuto, allo stato attuale, alcuna richiesta inerente la propria distribuzione sul territorio modenese». —

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