5 Febbraio 2013

Carpatair e le altre, voli e non sai con chi

Carpatair e le altre, voli e non sai con chi

Sai dove vai, ma non sempre con chi vai. Il caso della Carpatair, la compagnia rumena a cui Alitalia ha subaffittato tra gli altri la tratta Pisa-Roma – che sabato è finito fuori pista procurando lesioni a sedici passeggeri, due gravi, nell’ ultimo di una lunga serie di incidenti della compagnia, di cui ora sono sospesi i voli – è la punta dell’ iceberg. Certo non sempre ci sono quegli elementi di rischio, perché bisogna distinguere tra «wet lease», «dry lease», «code sharing» e «franchising». Ma non sapere con chi si vola è più facile di quanto si pensi, ed è questo quello che accusano le associazioni dei consumatori. Basta cercare, tra le partenze nel sito internet di un qualsiasi aeroporto, il codice «Iata» (International Air Transport Association): da lì si capisce qual è realmente la compagnia che effettuerà il volo. Spesso c’ è chi, come il sito di Adf (ma lo fanno quasi tutti, a partire da Fiumicino), accanto alla tratta mette anche il logo della compagnia: e il banner gira, perché quel volo può essere fatto da compagnie diverse. Ma non è il caso del volo Pisa-Fiumicino finito fuori pista: si tratta quasi sempre di compagnie riunite in uno «Sky team», da Alitalia ad Aeroflot passando da Saudia, fino a China Airlines. Un’ altra cosa è quel che è successo con l’ Atr 72 dell’ incidente di sabato; in quel caso Alitalia aveva «subaffittato» delle tratte alla rumena Carpatair. Nell’ annuncio dell’ accordo, si parlava di un’ intesa «soprattutto dalla provincia italiana verso la Romania ed i mercati dell’ Est», senza dire chiaramente che si trattava di voli interni. Nel caso Alitalia-Carpatair la formula è quella del «wet lease», il subaffitto, con l’ altra compagnia che mette velivolo ed equipaggio. Altro sistema è quello invece del «dry lease»: in questo caso ad essere affittato è solo il velivolo, ma la compagnia originaria dell’ equipaggio è quella che emette il biglietto. Poi ci sono le azioni commerciali definite da aziende collegate, come Cityjet che collega Firenze con London City Airport: è una «sussidiaria» di Air France (collegata anche con Klm). Il volo da Firenze delle 18.50, ieri, sui siti di offerte veniva indicato sia come Air France che come Alitalia (e venduto con due prezzi diversi). È la trasparenza che manca, attaccano le associazioni di consumatori. «È gravissimo che agli utenti, al momento dell’ acquisto di un biglietto, non siano rese informazioni chiare e precise circa il vettore che eseguirà il collegamento aereo – ha attaccato ieri presidente di Codacons Carlo Rienzi -. Le diciture che appaiono sui biglietti, e che dovrebbero individuare le compagnie aeree “terze” sulle quali si viaggerà, sono assolutamente insufficienti e incomprensibili». In Italia, secondo Enac, il caso della Carpatair è un «unicum». Certo, Alitalia ha altri accordi di subaffitto, ma solo con aziende del suo gruppo (Air One, Alitalia City Liner). Lo stesso rapporto che c’ è tra la Belle Air Europe e la Belle Air Shpk (che vola da Firenze a Tirana e anche su Pisa per altre destinazioni). Altri contratti di questo genere sono stati fatti da operatori cargo e postali, come tra la Cargo Lux Italia e la Cargo Lux international e tra la Mistral Air wet (posta e trasporto merci) e la Bulgarian Air Charter. Marzio Fatucchi RIPRODUZIONE RISERVATA.

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