Carovita, stangata di fine anno
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fonte:
- L`Unione Sarda
Nel 2002 la spesa delle famiglie è cresciuta di 1500 euro (+6,6%)
Roma È di nuovo guerra sui prezzi tra l?Istat e i consumatori. Per l?istituto di statistica i dati di dicembre provenienti dalle città campione confermano una crescita tra il 2,8 e il 2,9 per cento. Ma per le associazioni dei consumatori i prezzi viaggiano a livelli più che doppi: il costo della vita con l?euro – sostengono – per le famiglie italiane è aumentato del 6,6% in un anno. L?Intesa, che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, fa sapere che l? inflazione nel 2002 ha rappresentato per le famiglie italiane una stangata da 1.505 euro, circa 3 milioni di vecchie lire.
«Le famiglie italiane – spiegano le associazioni dei consumatori – sono state letteralmente spennate da aumenti, rincari, ritocchini ed arrotondamenti che hanno comportato una perdita secca del potere di acquisto di 1.505 euro negli ultimi 12 mesi: se per l?Istat l?inflazione virtuale è del 2,9%, per i cittadini, colpiti dal ?caro euro?, l?inflazione reale è di almeno il 6,6%». In particolare, secondo l?analisi dei consumatori, ad incidere di più nelle tasche degli italiani, rispetto ad un anno fa, sono in percentuale i servizi bancari (+14,7%) che pesano in concreto per 52 euro. L?aumento percentuale è più basso ma in soldoni il valore è maggiore invece per le spese per l?abitazione: sono cresciute da dicembre dello scorso anno di 170 euro. Stesso aumento c?è invece sui mobili e i servizi della casa. Pesano in misura superiore ad altre voci anche l?abbigliamento e le calzature che incidono sul portafoglio per 150 euro in più e che in misura percentuale segnano una crescita dell?+8,8%, rispetto al 2001, quindi ben superiore all? inflazione ufficiale nei conti delle famiglie. L?Intesa accusa, quindi, il «Governo di inerzia se non di non complicità dei rincari ai quali si accinge a dare il nulla osta per aumentare le tariffe autostradali (+2,4%), ferroviarie (+4,5%) il canone Rai (+4,7%), bollettini di conto corrente postali (+29% – da 0,77 ad 1 euro) ed una serie infinita di altri balzelli, diretti o indiretti, che colpiranno i cittadini. «Se Governo e istituzioni, avessero ascoltato – sottolineano – il nostro grido di allarme già in sede di conversione lira-euro, mantenendo il doppio prezzo per 12 mesi come in Francia, invece di accusarle di allarmismo ed euroterrorismo, forse si sarebbe evitato il massacro dei bilanci delle famiglie». In tal senso i consumatori ricordano come allora «fu il Governo, con gli aumenti di alcuni prezzi e tariffe di propria pertinenza, a dare il cattivo esempio e ad innescare una spirale infinita di rincari nell?autunno del 2001 autorizzando banche, assicurazioni e commercianti a sostituire i prezzi delle vecchie mille lire con 1 euro, che ha messo in ginocchio milioni di famiglie consumatrici dai redditi falcidiati».
Se il Governo che aveva promesso la felicità per tutti, non è in grado di garantire lavoratori e pensionati dagli aumenti e di sanzionare – conclude l?Intesa – comportamenti speculativi ed illeciti, faccia un passo indietro e chieda, al posto della banconota da 1 euro il ritorno alla lira!».
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