CAROVITA STABILE AD APRILE (+1,9%)
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fonte:
- Il Campanile
L?Istat conferma le anticipazioni, ma i consumatori non ci stanno: dati sottostimati
Ad aprile inflazione stabile all?1,9 per cento. E? quanto emerge dai dati diffusi ieri dall?Istat, secondo i quali, l?andamento dei prezzi al consumo confermerebbe le stime preliminari relative alle città campione. Lo scorso mese, infatti, l?indice è salito dell?1,9 per cento rispetto all?aprile del 2004 e dello 0,3 per cento rispetto a marzo del 2005. In generale, l?indice armonizzato rileva una variazione congiunturale dello 0,8 per cento e una tendenziale del 2,2 per cento. In termini congiunturali, gli aumenti più significativi riguardano i settori abitazione, acqua, elettricità e combustibili con l?1,1 per cento, mentre i servizi ricettivi e di ristorazione verificano un +0,6 per cento. I Trasporti riportano, invece, un incremento dello 0,4 per cento. Variazioni nulle per i mobili, articoli e servizi per la casa, istruzione e altri beni. Dato negativo per le comunicazioni che registrano una diminuzione dello 0,6 per cento. Per quanto riguarda la valutazione tendenziale, si registra un sensibile aumento per i capitoli bevande alcoliche e tabacchi, con un 5,5 per cento, mentre i capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili riportano un 4,8 per cento. Più moderato, invece, l?aumento dei settori Trasporti e Istruzione, con un 4,2 per cento ed un 3,6 per cento. Significativa flessione, invece, per le variazioni tendenziali del capitolo comunicazioni, con un meno 4,7 per cento, e dei servizi sanitari e spese per la salute, con un 1,3 per cento.
Il dato riportato dall?Istat non convince i consumatori dell?Adiconsum. Secondo l?organizzazione, infatti, l?1,9 sarebbe una percentuale «sottostimata». Fatto ancora più grave è che la stabilità del carovita non fa che confermare la difficile situazione nella quale versa il Paese. Sulla stessa linea, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, per il quale i dati dimostrerebbero una evidente diminuzione della domanda la cui soluzione risiederebbe, in una liberalizzazione dei saldi.
I coltivatori della Coldiretti, invece, affermano che il contenimento dell?inflazione si deve alla flessione del 6,4 per cento dei prezzi pagati alla produzione agricola. I dati dell?Ismea, sui quali si basa la Coldiretti, infatti, rilevano un importante calo per i cereali, con un 30,4 per cento, e per i vini, con un 21,1 per cento, mentre la frutta e gli agrumi registrano una diminuzione dell?8,8 per cento. Tuttavia, conclude la Coldiretti, le riduzioni non si sono trasferite al consumo dato che le analisi dell?Istat rilevano per gli alimenti e le bevande analcoliche una variazione tendenziale dello 0,2 per cento.
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