Carovita, sciopero riuscito. Supermarket vuoti a metà
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fonte:
- La Nazione
PERUGIA ? La terza edizione dello sciopero dei consumi ? indetto dall`Intesa e appoggiato anche da Cgil, Cisl Uil e sindacati dei pensionati ? questa volta ha fatto centro. Ieri, infatti, superando addirittura il trend nazionale, in Umbria ha disertato lo shopping circa il 50 per cento dei consumatori. A tirare le somme, Adiconsum, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che, confortati dai numeri, parlano di un successo senza precedenti. «Bastava comunque fare un giro tra le casse dei supermercati o buttare uno sguardo all`interno dei negozi e dei bar, semideserti, per rendersi conto della risposta positiva allo sciopero. Alle 12 sono entrata in vari supermercati ? dice Carla Falcinelli, vice presidente del Codacons ? per un primo bilancio della protesta. I cassieri hanno parlato di un calo di affluenza di circa il 40 per cento». Partecipazione anche durante il sit-in delle 10,30 alla Stazione, dove erano presenti il segretario regionale della Cisl, Pierluigi Bruschi, quello dello Spi Cgil, Mario Bravi, Salvatore Lombardi della Federconsumatori, Falcinelli Codacons e Rodolfo La Sala di Adiconsum. Manifestazione con ottimo riscontro anche a Foligno, dove ieri pomeriggio, consumatori e sindacati si sono dati appuntamento in Piazza della Repubblica per ribadire la necessità di una concertazione regionale e un controllo serrato su tutta la filiera produttiva.
Manifestazioni e iniziative anche per il dopo 16 settembre. «Non ci fermeremo qui ? avverte Lombardi ?. E` nostra intenzione contrastare il carovita su tutti i fronti. Perugia è tra le città più care, i redditi hanno perso in due anni quasi il 30 per cento del potere d`acquisto e il 70 per cento degli anziani è ormai sulla soglia della povertà». Mentre l`Intesa alza la voce, (Adoc e Cittadinanza attiva hanno aderito in forma autonoma), le associazioni che rappresentano i commercianti suonano le loro campane e ridimensionano i numeri della protesta, che, secondo un`indagine Confcommercio, ha registrato appena un 15 per cento. Aldilà delle cifre, per il presidente provinciale Antonio Giorgetti lo sciopero è soltanto «una pressione demagogica che non risolve i problemi del carovita. L`impennata dei prezzi ? conclude ? ha ben altre cause e ben altri responsabili. Basti pensare all`aumento delle tariffe, delle imposte locali e di tutti i servizi di pubblica utilità. Queste voci hanno eroso il potere d`acquisto delle famiglie e nello stesso tempo sono andate ad aggravare anche i bilanci dei comparti commerciali». Infine l`appello alla distensione di Sandro Gulino, presidente regionale della Confesercenti: «Basta con questa caccia alle streghe, altrimenti si rischia di trasformare la guerra dei prezzi in una faida tra cittadini e commercianti».
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