26 Febbraio 2008

Carovita, ipermercati al setaccio

Carovita, ipermercati al setaccio
Nel mirino della Finanza i beni di prima necessità. Una decisione scattata dopo l`esposto del Codacons

Gli uomini della guardia di finanza sono arrivati negli ipermercati di Bari e provincia e hanno chiesto informazioni sui prezzi di alcuni prodotti di prima necessità. Ai responsabili dei centri commerciali hanno presentato un elenco dei generi alimentari di più largo consumo: pane, latte e verdura, ma anche farina, pesce, arance e uova. Alla nota i detective del nucleo di polizia tributaria hanno allegato anche una richiesta di informazione sui prezzi applicati in un periodo di tempo molto ampio. L`obiettivo è capire se, come denunciato in un esposto dal Codacons, vi siano state variazioni consistenti e soprattutto ingiustificate. I responsabili delle catene commerciali dovranno rispondere ai quesiti posti dalle fiamme gialle. Per ogni prodotto dovranno indicare il prezzo al momento del blitz della guardia di finanza e quello applicato alcuni mesi prima. E poi dovranno specificare anche il costo sostenuto per l`acquisto del pane, della verdura o del pesce dal produttore. La richiesta di informazioni sul costo dei generi di prima necessità, presentata dalla guardia di finanza ai maggiori ipermercati della città e della provincia, rientra nell`ambito dell`inchiesta sul carovita coordinata dal sostituto procuratore Francesca Romana Pirrelli. Magistrato e militari delle fiamme gialle, prendendo spunto dalle indicazioni contenute nell`esposto del Codacons, hanno deciso di circoscrivere la materia di indagine. E infatti non hanno preso in considerazione tutti i prodotti indicati dall`associazione dei consumatori, ma solo alcuni, quelli che una famiglia non può fare a mane di acquistare. Le indagini non sono semplici. Se realmente nel periodo natalizio i prezzi di alcuni prodotti come il latte, il formaggio o la pasta sono inspiegabilmente schizzati, come denunciato dal Codacons, dovrà essere provata l`esistenza di manovre speculative. Secondo il Codacons l`impennata non è causata da un normale andamento del mercato. Gli uomini della guardia di finanza analizzeranno i dati, forniti dagli ipermercati. Qualora nel periodo preso in esame saranno accertate variazioni sensibili dei prezzi, i detective del nucleo di polizia tributaria dovranno capire se si tratti o meno di aumenti ingiustificati e lo faranno anche confrontando i diversi dati forniti dai centri commerciali. E il problema del carovita è al centro di una proposta di legge, presentata dal vicepresidente del consiglio regionale Luciano Mineo. “Tutelare il cittadino come consumatore e utenti dei servizi“ è l`obiettivo dell`iniziativa legislativa, firmata dall`esponente del Pd. “Con l`approvazione del provvedimento anche la Regione, attraverso le organizzazioni dei consumatori – fa sapere Mineo – potrebbe svolgere un ruolo essenziale nella protezione del cittadino, quale acquirente di beni e servizi“. E del carovita ieri ha parlato a Bari anche il presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia), Giuseppe Politi. Commentando il successo dei farmers markets di Taranto e Bari, il responsabile della Cia ha detto che “quello della vendita diretta è un contributo significativo, ma non risolutivo ai problemi delle speculazioni“. E parlando della protesta degli agricoltori della Capitanata e del Brindisino che chiedono l`annullamento del condono Inps e della cessione dei crediti vantati dall`Istituto di previdenza alle banche, ha spiegato: “Devono capire che l`unico modo per risolvere il problema è pagare quel 20-30 per cento richiesto sui debiti maturati in oltre vent`anni“.

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