Carovita: in un anno, benzina a +9,6%
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fonte:
- Il Messaggero
Carovita: in un anno, benzina a +9,6%
L?effetto positivo degli alimentari annullato dal rincaro dei combustibili
ROMA – L?inflazione, almeno quella ufficiale, è ferma all?1,9%. Secondo le rilevazioni Istat, a maggio, per il quinto mese consecutivo, l?indice dei prezzi al consumo non ha avuto alcuna variazione su base annua, pur essendo cresciuto rispetto ad aprile dello 0,3%. Il tasso acquisito per il 2005, cioè quello che verrebbe registrato se il carovita restasse inchiodato al livello attuale fino a dicembre, viene calcolato all?1,6%. L?inflazione si è stabilizzata grazie soprattutto agli alimentari. A maggio 2004 i listini di questi prodotti avevano accusato un notevole rialzo, mentre il mese scorso si sono attestati a un livello non basso ma nemmeno anomalo. Di conseguenza, ortaggi e legumi freschi mostrano un calo annuo dell?1,2%, anche se sono aumentati dello 0,9% rispetto ad aprile. Più marcata la discesa della frutta fresca: meno 0,1% l?indice mensile, meno 6% quello annuale. All?effetto positivo degli alimentari si è contrapposto quello negativo dei combustibili (principalmente benzina e gasolio), andati su del 4,5% in dodici mesi, insieme con elettricità e acqua. Ancora più robusto l?incremento di alcolici e tabacchi al 5,4%, tallonati dai trasporti che marciano al ritmo del 4,4%. Qui influisce non poco l?impennata dei biglietti aerei (sospinti dal caro-carburanti), con un rialzo su aprile del 6,6%, che porta il ?trend? annuo addirittura al 16,2%. Sul fronte opposto continua la frenata delle comunicazioni, con un meno 4,6% l?anno, grazie specialmente al ribasso (2,4%) degli apparecchi telefonici.
Notizie poco buone arrivano dai servizi bancari, cresciuti del 9%, e dagli onorari dei professionisti, schizzati su del 14,3%, a riprova che alcune categorie fronteggiano le distorsioni portate dall?euro molto meglio dei lavoratori e pensionati a reddito fisso. Proprio prendendo spunto dalle persistenti difficoltà delle famiglie, le organizzazioni dei consumatori insistono nella loro campagna contro l?Istat, accusata di raccontare «favole statistiche». Secondo Adusbef e Federconsumatori, le cifre dell?Istituto di via Balbo sono «lontane dalla dura realtà» degli italiani, che vedono falcidiato il loro potere d?acquisto. D?accordo con questa diagnosi il sindacato Ugl, che sollecita al governo un ribasso delle accise su alcolici, tabacchi e carburanti. La stessa richiesta la rivolge il Codacons, che ammonisce: la corsa di benzina (più 9,6% dall?anno scorso) e gasolio (più 18,3%) costerà in media 220 euro a famiglia.
Purtroppo, le prospettive restano allarmanti, perché nemmeno le decisioni prese dall?Opec nel vertice di Vienna riescono a raffreddare i prezzi del petrolio. Il cartello dei produttori ha annunciato un aumento di 500.000 barili al giorno dal 1° luglio, non escludendo l?immissione di un quantitativo equivalente da settembre se il mercato dovesse rimanere in tensione. Ma il calo di 1,8 milioni di barili accusato dalle scorte di greggio negli Usa ha portato i listini di New York a sfiorare i 56 dollari e quelli di Londra oltre i 54,4. Tra l?altro, sembra che l?Opec più che allargare realmente le proprie quote si sia limitata a formalizzare il surplus produttivo già a disposizione dei Paesi consumatori.
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