Carovita, fiammata dei prezzi al consumo
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Carovita, fiammata dei prezzi al consumo
L`inflazione a marzo “vola“ al 3,3% e torna ai massimi da 12 anni a questa parte
ROMA L`inflazione si infiamma e torna ai massimi da 12 anni a questa parte. A marzo l`aumento dei prezzi al consumo ha sfondato la soglia del 3%, arrivando al 3,3%. In febbraio il carovita era al 2,9%. E la spesa delle famiglie italiane è ormai alle stelle. Secondo le rilevazioni preliminari dell`Istat, i prezzi al consumo sono saliti inoltre dello 0,5% in un mese e mostrano una tensione generale che dilaga ormai per tutti i beni e servizi. In testa tra i prodotti che più pesano nel carrello e nella gestione della vita quotidiana delle famiglie italiane ci sono ancora una volta i carburanti e gli alimentari. Con il tradizionale piatto di pasta che rispetto a un anno fa è rincarato di addirittura il 17%, o il pieno di gasolio che costa oltre il 20% in più. I consumatori gridano così all`emergenza e considerano che le famiglie, oltre ad aver subito rincari per quasi 7.700 euro negli ultimi 7 anni, avranno quest`anno portafogli appesantiti da un onere aggiuntivo tra i 1.200 e i 1.700 euro. Ma il Centro Studi di Confcommercio fa notare che il dato di marzo era prevedibile, vista anche l`analoga tendenza del carovita a livello europeo: se infatti la stima flash di Eurostat del 3,5% verrà confermata, l`inflazione nella zona euro avrà raggiunto il suo livello più elevato di sempre da quando è nata Eurolandia, vale a dire dal `99. Gli aumenti più significativi hanno riguardato il comparto dell`energia (+9,8%), quello dei trasporti (+5,8%) e quello degli alimentari (+5,5%). Ma anche i servizi non sono da meno, con un rialzo rispetto a un anno prima, pari al 3,1%. Per fare qualche esempio, chi a marzo è andato a fare la spesa si è trovato a pagare il pane ben il 13,2% in più di un anno prima e lo 0,7% in più rispetto a febbraio, la pasta addirittura il 17% in più rispetto a marzo 2007 e il 3% in più rispetto al mese precedente; a due cifre anche i rincari del latte, arrivati al 10,5%. Mentre per frutta, ortaggi e carne, gli aumenti annui sono stati rispettivamente del 5,8%, 4,2% e 4%. Un po` meno caro di febbraio è stato invece pagato il pollo (-0,1%), che però rispetto a un anno prima è sempre in rialzo del 5,9%. Alle stelle anche i costi dei carburanti, siano essi per auto e moto o per riscaldamento. Il gasolio costa il 20,2% in più di un anno fa (+4,8% su febbraio), mentre la benzina si paga il 12,7% in più di marzo 2007 e il 2,1% in più del mese scorso. Così i combustibili liquidi per il riscaldamento rincarano del 21% annuo e del 4,9% in un mese. Nè molto meglio va per i servizi, con i trasporti aerei più cari del 10,8% o i prezzi bar e ristoranti in rialzo del 3,7%. L`unica nota positiva viene invece dai medicinali, meno cari del 6,6% in un anno e dello 0,4% in un mese. La tendenza inflazionistica, d`altra parte, è confermata dall`andamento dei prezzi alla produzione che a febbraio sono saliti del 5,7% (+0,7% su base mensile), con l`aumento più elevato da agosto 2006. Il balzo dell`inflazione comporterà quest`anno per le famiglie italiane una stangata tra i 1.200 e i 1.700 euro: sono queste le stime avanzate dalle associazioni di difesa dei consumatori. “I dati forniti dall`Istat sono assolutamente allarmanti“, afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons, secondo il quale “di questo passo, con un`inflazione al 3,3% e con gli incrementi registrati nei settori trasporti e alimentazione da gennaio in poi si rischia una maxi-stangata su base annua pari a 1.200-1.300 euro a famiglia“. E considerata la tendenza dell`Istat “a sottostimare i rincari aggiunge un`inflazione così elevata può voler dire solamente che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza nazionale“. Rienzi chiede perciò “la massima attenzione da parte dei candidati al prossimo Governo“. A prendere posizione è anche l`Adusbef che calcola come dal 2002 al 2007 le famiglie dei lavori dipendenti abbiano subito rincari per quasi 7.700 euro. Il carovita ai massimi dal 1996, si legge in una nota, “conferma 7 anni di denunce che a cavallo del concambio lira-euro, aveva segnalato una odiosa speculazione su alcuni prodotti e servizi di largo consumo che hanno subito una variazione del 30 per cento, con uno scippo con destrezza di 7.635 euro a nucleo famigliare a reddito fisso, per un controvalore di 137 miliardi di euro“. E per il 2008 sono previsti nuovi rincari di 1.700 euro. Adusbef chiede quindi al Governo un atto di coraggio, tramite un provvedimento urgente ed una più urgente convocazione straordinaria del Consiglio dei Ministri, per varare un pacchetto di sgravi e restituire alla famiglie di lavoratori e pensionati a reddito fisso e sotto i 20.000 euro l`anno, un bonus utilizzando il surplus fiscale di 12 miliardi di euro.
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