14 Marzo 2008

CAROVITA CORRE PIU` A SUD CHE A NORD;CONSUMATORI TEMONO STANGATA

Borsa della spesa e distributori. E`


soprattutto qui che si scarica l`inflazione. Se è vero infatti


che a febbraio il carovita si è attestato al 2,9%, come ha


comunicato oggi l`Istat nel confermare le previsioni rese note


alla fine dello scorso mese, il tasso inflattivo legato ai beni


più acquistati, quelli che compongono la lista della spesa di


tutti gli italiani, è quasi doppio e ha fatto registrare un


aumento del 5% rispetto a un anno prima. In quel `segmento` del


paniere, l`Istituto di statistica ha censito beni come


alimentari, carburanti, tabacchi, affitto, trasporti urbani,


giornali, ristorazione. Ma è dalle prime due voci che arriva la


spinta maggiore. E le associazioni dei consumatori lanciano


l`allarme stangata.


Del resto i prezzi di alimentari e bevande da soli hanno


fatto un balzo del 4,9% su base annua. E come ormai si registra


da alcuni mesi, a correre sono soprattutto pane e pasta, che


scontano un rialzo del prezzi nell`ordine, rispettivamente, del


12,5% e del 14%. Oltre tutto, il prezzo del pane varia


notevolmente da città a città. La fotografia dell`Osservatorio


prezzi del ministero dello Sviluppo economico lo conferma: si va


dagli 1,90 euro al chilo di Napoli, ai 2,26 di Roma fino ai 3,56


euro al chilo di Milano. Non a caso il Garante sui prezzi,


Antonio Lirosi, ha deciso di aprire un tavolo di confronto con


la categoria dei panificatori per frenare la corsa al rialzo.


Aumenti a due cifre anche per benzina e gasolio, che a


febbraio hanno messo a segno incrementi tendenziali del 13,2% e


addirittura del 16,9%. Sempre in campo energetico, il settore


`regolamentato`, e quindi bollette di luce e gas, registra nel


suo complesso un aumento su base annua del 2,7%. In forte


rincaro anche tariffe per i rifiuti solidi (+4,9%), taxi


(+6,8%), autolinee extraurbane (+4,1%), trasporti ferroviari


regionali (+4%).


Ma l`Istat mette in evidenza un altro fenomeno, che si sta


ripresentando ormai da diversi mesi e sta assumendo una sua


stabilità: il carovita galoppa più al sud che al nord. Su 20


città capoluogo di regione, le cinque a più alto tasso


inflattivo sono in regioni meridionali o nelle isole. E se


Cagliari e Reggio Calabria hanno un tasso di inflazione al +3,8%


e al +3,5%, Trento si ferma al +2%.


Sempre più allarmate le associazioni dei consumatori, con il


Codacons che teme una stangata complessiva da 1.000 euro a


famiglia a fine anno e Federconsumatori che prevede per gli


italiani maggiori spese pari a 445 euro l`anno per gli


alimentari e a 580 euro per i costi energetici.

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