10 Maggio 2005

Carovita, Cdl confusa anche sui prezzi

PER IL PREMIER È IMPOSSIBILE ARGINARLI. ALEMANNO: INVECE SÌ. I CONSUMATORI: INTERVENTI SU PETROLIO E MEDICINE

Carovita, Cdl confusa anche sui prezzi

Se per il premier in un?economia di libero mercato i prezzi sono incontrollabili, per il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, il governo può fare qualcosa. Ieri, in una intervista a Repubblica, l?esponente dell?esecutivo in parte corregge il presidente del Consiglio che il giorno prima aveva bruciato le speranze di milioni di cittadini-consumatori, vessati dal caro-prezzi di questi ultimi anni e dall?erosione degli stipendi. Alemanno propone di rafforzare il ruolo degli osservatori sui prezzi che esistono a livello centrale sia nel ministero di cui è capo, sia in quello delle Attività produttive che vede alla guida il neo ministro, Claudio Scajola che, assicura l?esponente di An, incontrerà a giorni. Al centro del colloquio la necessità di far confluire la questione all?interno della Conferenza unificata, dal momento, sono sue parole, che il problema principale è il «rapporto tra governo centrale, Regioni ed enti locali». Se ci sarà il coordinamento auspicato dal ministro Alemanno non si sa, ma è certo, però, che quando si parla di prezzi e tariffe le dichiarazioni non passano inosservate.
Infatti, il presidente di Adiconsum Paolo Landi, sostiene che le affermazioni di impotenza del premier non fanno che favorire l?aumento dei prezzi. L?associazione dei consumatori ricorda che se oggi l?Italia vive una pesante crisi economica, «dimostrata dal pesante calo dei consumi e della produzione», è dovuto soprattutto alla tolleranza del governo verso chi ha aumentato i prezzi in modo speculativo. Landi, richiama l?urgenza di interventi governativi sul prezzo del petrolio e dei medicinali, nonchè di un tavolo di concertazione sulle politiche tariffarie.
Sulla questione dei prezzi interviene anche l?Ugl. Il segretario generale, Stefano Cetica, è convinto della necessità di passare da una spirale che penalizza le famiglie a reddito fisso di lavoratori e pensionati «ad un circolo virtuoso, che possa contribuire al rilancio dei consumi e quindi dell?economia». Quindi, sia coinvolgimento delle parti sociali sia «azioni concrete nel breve periodo».
E sono proprio i continui rincari, secondo la Cia a far calare gli acquisti degli ortaggi. Gli italiani, sempre secondo gli agricoltori, proprio a causa dei vertiginosi aumenti dei prezzi al consumo (più 15,8 per cento), vedono crescere la loro spesa per zucchine, pomodori, melanzane, insalate, broccoli, finocchi, carote con il conseguente e ovvio crollo dei consumi. Un calo sottolineato anche dal presidente di Confesercenti, Marco Venturi convinto che basti andare a guardare i dati sulle vendite al dettaglio «per capire la tendenza e la drammaticità della situazione, che sta decretando la cessazione di migliaia di piccoli esercizi commerciali». Secondo Venturi, la sfiducia che si sta diffondendo sempre più ormai da troppo tempo tra i consumatori «ha spinto la gran parte di loro ad assumere un atteggiamento difensivo».
Al centro del dibattito anche i prezzi dei farmaci, giudicati troppo alti anche dal neo ministro alla Sanità, Francesco Storace che sabato scorso ha ipotizzato una logica di liberalizzazione trasformando i prezzi fissi in prezzi massimi, così da favorire una concorrenza al ribasso, incontrando, però, il diniego di Farmindustria. E sempre a proposito di farmaci troppo cari il Codacons annuncia di aver presentato ieri un esposto in 102 Procure della Repubblica proprio per a causa dell?elevato costo dei farmaci in Italia, i cui prezzi risulterebbero assai maggiori rispetto al resto d?Europa.

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