Carovita, aumento-rebus
-
fonte:
- L`Eco di Bergamo
ROMA La corsa dei prezzi non si ferma. Il tasso d`inflazione a novembre nelle città campione si è attestato infatti tra il 2,7% e il 2,8%. Un dato che desta preoccupazioni nel mondo dell`economia e che ripropone il confronto con i maggiori partner europei. E se è vero che per avere indicazioni più precise bisognerà attendere la stima provvisoria dell`Istat del prossimo 28 novembre e quella definitiva del 17 dicembre, le indicazioni delle città fanno scattare il campanello d`allarme su un fenomeno che da più parti viene considerato in fase di cronicizzazione e da quasi tutti definito come sottovalutato. «Indubbiamente il dato è un pochino superiore a quello che gli analisti si aspettavano – commenta per esempio il responsabile dell`ufficio studi di Confindustria, Gianpaolo Galli – Attendevano un aumento di uno 0,1% congiunturale e un 2,6% tendenziale. Le nostre previsioni erano di uno 0,2% congiunturale e 2,7% tendenziale». Secondo Galli, la tendenza desta «qualche preoccupazione, che deriva soprattutto dal differenziale della nostri prezzi al consumo rispetto a quelli medi europei: a ottobre l`indice armonizzato della nostra inflazione era al 2,8%, contro il 2,3% europeo». Di pericolo stagflazione, vale a dire di una progressione geometrica dei prezzi, ha parlato invece il presidente di Confcommercio Sergio Billè. «Credo – ha detto – che sia un segnale estremamente pericoloso, perché può portare la nostra economia a scivolare verso una situazione di stagflazione», invocando «l`adozione di misure di contrasto efficaci».
Preoccupate le reazioni del mondo sindacale. «Si conferma la tendenza al rialzo dei prezzi. Il Pil cala e invece i prezzi crescono», ha commentato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. «Ci allontaniamo dai prezzi di Germania e Francia – ha concluso – ed emergono problemi di competitività e di politica dei redditi proprio mentre si avvicina un mese caldo per i prezzi come è dicembre». A richiamare la necessità di interventi forti da parte del Governo per invertire la tendenza è anche Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl, secondo il quale è urgente «intervenire sulla politica dei redditi, se no si rimane impotenti e complici della nuova spinta inflattiva». Sul sentiero di guerra infine, conosciuto il dato delle città campione, le organizzazioni dei consumatori. Per l`Intesa (Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori), «si preannuncia un Natale “gelido“ per i consumatori italiani».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: adoc, Adusbef, Federconsumatori, Inflazione, intesa, Istat, Natale
