CAROVITA AL 3,3% A MARZO, MA PER BENI LARGO CONSUMO BALZO 5,2%
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fonte:
- Ansa
Esclusi medicinali e tlc, aumenta
tutto. E i rincari scattati nelle ultime settimane pesano
fortemente sul tasso d`inflazione, salito a marzo al 3,3%: il
livello più alto dal settembre del `96. Ma se si focalizza
l`attenzione ai soli beni di largo consumo, allora l`impennata
dei prezzi schizza al 5,2%. In altre parole, per la voce che
assomma cibo, benzina, gasolio, affitto, beni per la casa,
trasporti urbani, ristoranti e bar, lo scatto in avanti del
carovita ha quasi doppiato la corsa dell`indice generale. Le
associazioni dei consumatori chiedono interventi urgenti e
lanciano la palla al prossimo esecutivo. “Abbiamo già in mente
qualcosa – risponde Silvio Berlusconi, all`indomani della
vittoria elettorale – un progetto per contenere i prezzi, a
partire dalle catene alimentari, con la collaborazione della
rete dei consorzi di commercio“.
I dati odierni dell`Istat confermano le stime preliminari
diffuse alla fine del mese scorso. L`impennata dell`inflazione
su base annua, spiegano i tecnici dell`Istituto, è strettamente
connessa con il generalizzato rialzo dei prezzi rispetto al
febbraio scorso. In questo caso, insomma, non gioca alcun ruolo
il confronto con un dato particolarmente basso nel marzo 2007.
Il carovita ha colpito un po` tutti i beni. Alimentari e bevande
rincarano del 5,5% su base annua. Pane, pasta e
`latte-formaggi-uova` hanno fatto registrare nel giro di un mese
rincari dello 0,7%, del 2,9% e dello 0,8%. Risultato: il pane ha
in media prezzi superiori del 13% rispetto a un anno fa, la
pasta quasi del 17%, mentre il latte sfiora l`11% di incremento.
La frutta segna un +5,7%, gli ortaggi un +4,2%, la carne +3,9%.
Prezzi sempre più salati anche per i carburanti: la benzina fa
un balzo del 12,7% e il gasolio del 20,2%. Nella lista dei
rincari anche ristoranti e bar (+3,6), trasporti aerei,
(+10,8%), servizi culturali e ricreativi (+6,2%).
Le associazioni dei consumatori temono una maxi-stangata da
oltre mille euro a famiglia a fine anno. Tanto più che alcune
di loro tornano a mettere in dubbio i dati Istat, giudicandoli
sottostimati. Per Adusbef e Federconsumatori il tasso reale
d`inflazione non è al 3,3%, ma al 5,8% con un picco dell`8,9%
per i beni di largo consumo. L`appello delle due organizzazioni
al prossimo governo è di intervenire al più presto sia con
strumenti fiscali, sui sui redditi. Non solo. Serve un nuovo
dipartimento ad hoc sul carovita, sostiene il Codacons, che “a
differenza di Mister Prezzi“ abbia poteri reali di intervento e
sanzione.
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