19 Ottobre 2004

Caro-vaccini, Sirchia convoca le aziende

Caro-vaccini, Sirchia convoca le aziende

Farmindustria: i farmacisti si accontentino di guadagnare meno





ROMA ? Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia ha convocato per stamattina al dicastero tutte le aziende produttrici del vaccino anti-influenzale per il mercato italiano. All`incontro sono state chiamate anche le associazioni dei farmacisti (Federfarma) e dei grossisti (Adf), per esaminare la possibilità di ridurre il prezzo di questi prodotti i cui prezzi vanno dagli undici ai quindici euro in Italia, mentre negli altri paesi europei costano la metà. Scopo dell`incontro, ha infatti reso noto lo stesso ministro in una nota, è quello di «favorire l`accesso al vaccino attraverso la riduzione del prezzo al pubblico così da consentire al maggior numero possibile di cittadini di effettuare la vaccinazione antinfluenzale». In un precedente incontro con le aziende il ministro aveva ricevuto una risposta negativa sull`abbassamento dei listini che in Italia sono più alti rispetto agli altri paesi europei. Intanto Intesaconsumatori ? che rappresenta l`Adoc, l`Adusbef, Codacons e Federconsumatori ?, chiede a Sirchia di varare un provvedimento attraverso cui il Servizio sanitario nazionale (che compra per le fasce deboli i vaccini anti-influenzali al prezzo di quattro euro) possa acquistare un maggior numero di dosi di vaccino e rivenderli al prezzo di acquisto, presso le farmacie comunali e degli ospedali. Così facendo, sostiene l`Intesa, i consumatori italiani godrebbero di un`agevolazione non indifferente e si darebbe una scossa alla concorrenza nel settore dei farmaci. Cittadinanzattiva chiede, invece, a Sirchia di garantire i vaccini antinfluenzali nei Lea, i livelli essenziali di assistenza. «Se lo stesso Ministero riconosce che sarebbe auspicabile vaccinare diciotto-venti milioni di cittadini, e che nove milioni di essi restano fuori dalle fasce attualmente protette, non ci sembra che ci siano altre possibilità se non quella di allargare il numero di quanti possono accedere alla vaccinazione attraverso il Ssn» spiega infatti l`associazione che ritiene questo l`unico modo per intervenire sul prezzo. Per il Movimento consumatori la soluzione sta invece nello spostamento in fascia A dei vaccini. «Il prezzo ? ha spiegato l`associazione ? dovrebbe essere necessariamente contrattato tra Ministero e aziende con beneficio di tutti i cittadini. Negli altri Paesi europei i prezzi sono più contenuti perché contrattati tra aziende e assicurazioni private o servizi sanitari di quei Paesi, quindi non vengono lasciati completamente liberi ma sottoposti a controlli». La polemica dunque continua, anzi si estende. I farmacisti italiani si accontentino di guadagnare il 12,50 piuttosto del margine attuale del 26,70 afferma il presidente della Farmindustria Federico Nazzari replicando così alle dichiarazioni del segretario di Federfarma, Franco Caprino, che aveva annunciato la disponibilità a una riduzione del prezzo ma a patto che la stessa disponibilità ci sia anche da parte delle aziende. «Prendo atto con piacere di questa disponibilità ? ha detto Nazzari ? e mi auguro che i farmacisti italiani si accontentino di quanto guadagnano gli inglesi». Nazzari ha inoltre ricordato che il 90% dei vaccini antinfluenzali venduti in Italia sono distribuiti direttamente dal Servizio sanitario nazionale e acquistati dalle aziende a un prezzo che varia fra i 4 e i 4,30 euro. «La restante parte del 10% ? ha concluso ? è a prezzo libero», ma si tratta di una quota ridotta del mercato italiano.

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