19 Ottobre 2004

Caro-vaccini, oggi si decide sui nuovi prezzi

Caro-vaccini, oggi si decide sui nuovi prezzi
Sirchia convoca le parti. I farmacisti: pronti ai tagli purché li facciano anche le industrie








ROMA – L?appuntamento è fissato per questa mattina alle 11 al ministero della Salute. Intorno ad un tavolo, oltre al ministro Girolamo Sirchia, si siederanno i rappresentanti delle aziende produttrici di vaccini contro l?influenza, i farmacisti e i distributori di medicinali. Oggetto dell?incontro: il prezzo della ?protezione? anti-virus. Che è? il più alto d?Europa. Dagli 11,50 euro a 14,98. Contro i poco più di 6 della Francia, i 10 della Germania e i 4 della Spagna. La popolazione cosiddetta a rischio, anziani over 65 e adulti e bambini con malattie croniche, usufruiscono della vaccinazione gratuitamente mentre il resto della popolazione, se desidera essere immunizzata, deve pagare di tasca propria.
LA PROTESTA
Una volta fatto il confronto con gli altri paesi europei sono insorte le associazioni consumatori. Il ministro ha pressato le aziende per una possibile revisione del costo ma queste, esattamente sei, si sono rifiutate. «Non possiamo fare niente – ha precisato subito dopo Sirchia -. Impossibile imporre il prezzo. Dobbiamo desistere». Passano 24 ore e rimonta la protesta. La Intesaconsumatori chiede al servizio sanitario nazionale (che compra per le fasce deboli i vaccini anti-influenzali al prezzo di 4 euro) di acquistare un maggior numero di dosi e li rivenda al prezzo di acquisto nelle farmacie comunali e in quelle degli ospedali. Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato rincara: «Inserisca la vaccinazione nei livelli essenziali di assistenza. E? sbalorditivo che un Ministro della Repubblica alzi bandiera bianca di fronte agli industriali. Invece di unirsi alle organizzazioni dei cittadini».
L?INCONTRO
Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una mattinata di confabulazioni telefoniche tra i protagonisti della vicenda, l?annuncio dell?incontro di oggi. «Vogliamo favorire – è il ministro Sirchia a parlare – l?accesso al vaccino attraverso la riduzione del prezzo al pubblico così da consentire al maggior numero possibile di cittadini di effettuare la vaccinazione antinfluenzale». E? lo stesso ministero a riconoscere che sarebbe auspicabile vaccinare 18-20 milioni di cittdini e che 9 milioni restano fuori dalle fasce attualmente protette.
I FARMACISTI
Anche i farmacisti saranno intorno al tavolo della trattativa. Dicono di essere pronti a contribuire ad una riduzione del prezzo dei vaccini anti-influenzali ma ad una sola condizione: anche le aziende produttrici devono limare le loro pretese. «Abbiamo verificato che i prezzi in Italia sono molto più alti – commenta Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma -. Al punto che un?azienda italiana vende in Spagna a circa 4 euro un prodotto che vende da noi a circa 11». E poi arriva la critica sull?ipotesi di abbassare ora il prezzo a campagna già avviata (dovrebbe concludersi a fine novembre): inserire i vaccini nella fascia A, quella gratuita per i cittadini, con note limitative che garantiscono il non pagamento alle persone che il servizio sanitario intende raggiungere con la vaccinazione.
GLI INDUSTRIALI
Gli industriali rispondono con polemica ai farmacisti. «Che si accontentino – dice Federico Nazzari presidente di Farmindustria – di guadagnare il 12,50 piuttosto del margine attuale del 26,70. Devono accontentarsi di questo introito, è lo stesso dei colleghi inglesi». Nazzari ricorda che il 90% dei vaccini anti-influenza prodotti vengono venduti al servizio sanitario nazionale «per un prezzo che oscilla tra i 4 e i 4 euro e 50». «La restante parte del 10% – aggiunge – è ad un prezzo libero. Come tutti i farmaci in fascia C. Ma si tratta di una quota assai ridotta del mercato italiano».

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