17 Giugno 2008

Caro-vacanze Voli aerei: 110 euro in più a biglietto

Caro-vacanze Voli aerei: 110 euro in più a biglietto
E il petrolio al nuovo record di oltre 139 dollari vanifica l`aumento di produzione

ROMA Il caro-petrolio si ripercuote anche sulle vacanze degli italiani con una ricaduta sul costo dei biglietti aerei che, in media, è prevista per quest`estate tradursi in un rincaro di 110 euro a biglietto. La stima arriva dal Codacons che denuncia come “sotto la voce “adeguamento carburante“ i tour operator stanno chiedendo di versare maggiorazioni che sono vere e proprie stangate“. “La cifra – sottolinea il Codacons – è variabile a seconda della distanza da percorrere con l`aereo, si va da 200 euro per località come Messico e Maldive a 30 euro per chi deve andare in Tunisia. In pratica una famiglia di 4 persone in partenza per i Caraibi si trova a dover versare 800 euro: una vera e propria bastonata“. Proprio per questo l`associazione mette in guardia i consumatori, ricordando alcune regole stabilite dal Codice del consumo: “la revisione del prezzo non è ammessa se non è espressamente prevista dal contratto; i costi devono essere adeguatamente documentati dal venditore; la revisione del prezzo non può comunque essere superiore al 10% del valore del pacchetto nel suo ammontare originario; non sono ammessi aumenti negli ultimi 20 giorni che precedono la partenza“. Del resto, la corsa del prezzo dell`oro nero sembra inarrestabile. Non è servito a frenarla nemmeno l`annuncio che l`Arabia Saudita è pronta ad aumentare la propria produzione di petrolio. È bastata infatti la chiusura di una piattaforma petrolifera al largo della Norvegia, unita all`effetto del dollaro debole, a riaccendere la fiammata del greggio che è arrivato a sfiorare quota 140 dollari al barile. Il petrolio, che nei primi scambi al mercato after hours di New York cedeva l`1% a quota 133,46 dollari al barile, beneficiando della notizia arrivata da Riad, ha invertito rotta a metà mattinata e ha iniziato a correre fino a toccare un nuovo record a 139,89 dollari al barile. Le quotazioni hanno poi ripiegato sul finire della seduta portandosi a intorno ai 134 dollari. Anche il Brent, il greggio di riferimento europeo, ha raggiunto un nuovo massimo storico, a 139,32 dollari al barile sulla piazza di Londra. L`ultimo doppio record storico del petrolio e del Brent risale al 6 giugno, quando il petrolio era arrivato a toccare 139,12 dollari al barile e il Brent 138,12. Secondo gli analisti, l`impennata riflette la reazione del mercato all`interruzione della produzione petrolifera nella piattaforma di Oseberg, al largo della Norvegia, in seguito ad un incendio scoppiato domenica. Questo, unito alla debolezza del dollaro, è bastato a vanificare l`effetto dell`annuncio, fatto ieri dal segretario generale dell`Onu Ban Ki Moon, che l`Arabia Saudita, il maggior esportatore di petrolio al mondo, aumenterà a luglio la propria produzione di greggio di 200.000 barili al giorno, portandola a 9,75 milioni di barili (con un conseguente aumento dello 0,2% delle forniture mondiali), proprio con l`obiettivo di calmierare il prezzo dell`oro nero. I 200 mila barili al giorno in più di produzione non sono “grandissima cosa“ secondo il presidente dell`Unione Petrolifera italiana, Pasquale De Vita, che attende tuttavia di vedere quali potranno essere gli effetti della misura. L`aumento potrebbe essere invece un “gesto significativo“ secondo il segretario all`Energia Usa Samuel Bodman. Gli analisti vedono nella mossa il segnale che altri membri dell`Opec, l`organizzazione dei Paesi produttori di petrolio, potrebbero seguire l`esempio di Riad.

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