19 Maggio 2011

Caro-traghetti, class-action al via

ROMA – I consumatori affilano le armi e si dicono pronti a promuovere una class action sulla vicenda del caro traghetti, ma le compagnie ribattono: «Cartello fantomatico. Le nostre tariffe – insistono – sono sotto la media europea. Basta essere messi alla gogna». Sembra tendergli la mano il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli: «Dall’ inizio del 2010 il mercato, risentendo fortemente dell’ aumento del costo del carburante, ha aumentato tariffe», afferma in commissione Trasporti della Camera. Non si placano, dunque, le polemiche il giorno dopo l’ apertura di un’ istruttoria dell’ Antitrust per accertare un eventuale cartello tra gli armatori privati: il presidente del Codacons, Carlo Renzi, annuncia un’ azione collettiva se l’ authority appurerà la violazione e se ci sarà il vaglio del Tar e del Consiglio di Stato. Intanto già da oggi sarà disponibile sul sito dell’ associazione il modulo per una pre-adesione alla class action. Ma la Moby non ci sta ad essere messa «alla gogna», insieme alle altre compagnie (Snav, Grandi Navi Veloci, e Sardinia Ferries) su cui l’ autorità, guidata da Antonio Catricalà, sta indagando. «I nostri prezzi non sono aumentati, sono diminuiti gli sconti», ha sottolineato l’ amministratore delegato, Luigi Parente, anche lui ascoltato in commissione. Precisando: «La tariffa è aumentata perchè sono aumentati i costi e sono due anni che non ribattiamo nelle tariffe il costo dei carburanti». E poi: «L’ 80% delle tariffe sono low-cost». Disponibilità totale, comunque, nei confronti dell’ Antitrust, pur rilevando: «Certo ci va giù pesante: non è piacevole che ti mettano le mani nelle mail personali, però siamo ben lieti di potere chiarire». Ribattono Federconsumatori e Adusbef: «Non esistono giustificazioni possibili per l’ incredibile e spropositato aumento dei biglietti dei traghetti per la Sardegna, come ancor oggi si tenta di fare utilizzando l’ alibi degli aumenti dei costi energetici. I rincari vanno da un minimo del 39% ad un massimo del 74%». I rispettivi presidenti delle associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, tornano a chiedere un intervento dei ministri dei Trasporti e di quello del Turismo, «forse disattento su questo argomento, ma molto attivo, invece, nel prodigarsi a regalare le nostre spiagge». A sollecitare il governo anche il Pd perchè faccia svolgere alla compagnia pubblica Tirrenia il ruolo di calmierare i prezzi. «Il Governo – sostengono i democratici – cessi di essere spettatore e si assuma le responsabilità di fronte ad un dramma sociale ed economico per la Sardegna».

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