19 Maggio 2011

Caro-traghetti, è bufera In arrivo la class action

Caro-traghetti, è bufera In arrivo la class action

Traghetti nella bufera nel giorno della verità per Tirrenia. Per alcuni, non è un caso: «E’ la pessima conduzione della vicenda Tirrenia da parte del governo che ha definitivamente distrutto il servizio pubblico di collegamento con le isole, la causa principale del caro tariffe, oltre al costo del petrolio» dice il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso. In primo piano c’ è l’ indagine che l’ Antitrust ha aperto per appurare se c’ è stato un cartello sui prezzi tra gli armatori privati. Aumenti medi che, si legge nel provvedimento dell’ Autorità, vanno per la Sardegna dal 50-60% in più di Grandi Navi Veloci (confronto 2010/2011), all’ 80-100% di Snav, al 90-110% di Moby, al 130-150% di Forship (Sardinia Ferries). Le compagnie non negano i rincari (modulati soprattutto con un taglio alle offerte speciali), li giustificano come conseguenza del caro carburante, ma respingono l’ accusa di cartello. «E’ una barzelletta» dice l’ ad di Moby, Luigi Parente. Le associazioni consumatori, però, vanno giù duro: «L’ alibi degli aumenti dei costi energetici non esiste» dicono Federconsumatori e Adusbef. Il Codacons ha annunciato che promuoverà una class action se l’ Authority – «accerterà il cartello e se ci sarà il vaglio del Tar e del Consiglio di Stato». Interviene anche il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, che spiega col caro carburante gli aumenti tariffari, ma fa sapere anche che il governo «guarda con attenzione all’ istruttoria dell’ Antitrust». Il ministero, del resto (insieme con semplici cittadini, associazioni consumatori e Regioni Sardegna e Liguria), è uno dei soggetti che hanno denunciato gli aumenti dei privati all’ Authority. Matteoli annuncia aumenti anche per i traghetti per la Sardegna di Tirrenia: «Fino al 31 maggio non ci saranno per decreto. Dal primo 1 giugno al 30 settembre, in cui opera in regime di libero mercato, si prevede invece la riduzione delle tariffe promozionali e un aumento del 25% del prezzo dei biglietti». Già, Tirrenia. Oggi alle 10 scade il termine per le offerte vincolanti alternative a quella avanzata da Compagnia Italiana di Navigazione (Onorato-Aponte-Grimaldi), che mette sul piatto 380 milioni di euro per la compagnia. Quindi, ci sarà – salvo imprevisti – l’ assegnazione. «Non possiamo rischiare che la gara non sia assegnata perché 2.800 persone finirebbero per strada. Ma non accettiamo ricatti» dice ancora Matteoli. Nasso (Filt-Cgil) «Dietro i rincari anche la distruzione del servizio pubblico»

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox