Caro-prezzi domani sciopero della spesa
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fonte:
- La Sicilia.it
Domani sciopero della spesa e dell`automobile. L`iniziativa, promossa dalle associazioni di difesa dei diritti dei consumatori all`insegna dello slogan «i prezzi e le tariffe si debbono fermare», è mirata ad invitare tutta la cittadinanza ad astenersi per l`intera giornata a non effettuare acquisti di alcun tipo, benzina compresa. Con tanto di cifre alla mano, Giovanni Trigilio, responsabile della Federconsumatori di Siracusa, indica l`aumento del costo della vita, in un mese, pari allo 0,2%.
In numeri ancora più chiari, la Federconsumatori afferma che «da calcoli inconfutabili, si sta subendo un depauperamento del potere d`acquisto di circa ?135,00 (260.000 delle vecchie lire) al mese, cioè a dire, nel trascorso 2003 ben ?1.620,00 (oltre 3.000.000 di lire).
«E` un bel dire, come fa qualcuno, che l`inflazione è ferma. Cosa ci dovevamo aspettare di peggio in questo mese di agosto, anche in presenza di un calo dei prezzi delle produzioni agroalimentari? Nel mese delle vacanze, quando cambiano le caratteristiche tradizionali della spesa e i consumatori si orientano verso i prodotti e i servizi di svago e intrattenimento, proprio quelli che hanno fatto da traino all`attuale aumento dei prezzi, c`è stata ancora una crescita del costo della vita», afferma Trigilio. Lo sciopero della spesa, proclamato dall`Intesa dei Consumatori, Federconsumatori, Codacons, Adusbef e Adoc, e a cui ha aderito anche la Cgil, vuole essere anche un monito alle scelte di politica economica del governo e a favore delle categorie produttive, come quella dei commercianti che operano nella trasparenza delle regole del mercato.
«E` un allarme che lanciamo in una fase di crescita continua del costo della vita che sta colpendo le fasce piu` sane della società italiana: i lavoratori dipendenti, i pensionati e i percettori di reddito fisso e trasparente». Le associazioni del commercio non sono d`accordo. Per Roberto Mazza, presidente della Confcommercio, «sarebbe ora di finirla: i prezzi, soprattutto nell`alimentare, non solo si sono mantenuti ma anzi si sono abbassati. Mai ci sono state così tante offerte come in questo ultimo periodo. Nell`abbigliamento, altra voce importante dei consumi, abbiamo avuto sconti pari al 70% eppure le vendite non sono state quelle che si sperava. Se poi se ne vuole fare una battaglia politica, che lo si dica chiaro. Ma diventa tutt`altro discorso. E che i salari non corrispondano al costo della vita, è un problema di economia politica che non ci compete. Facendo una fotografia ora, i prezzi non sono aumentati: bisogna stare attenti nei giudizi. Credo, inoltre, che una giornata sola non significhi niente e rimanga fine a se stessa».
Non discosto il parere di Arturo Linguanti, presidente della Confesercenti. «Rispetto per la libertà decisionale di tutti, ma in un momento come questo, mi pare fuori luogo un`azione del genere. Si parla tanto di aumenti ma nessuno riesce a dimostrare che così sia. esiste comune un sistema da rivedere: cito, ad esempio, i produttori agricoli che per legge hanno diritto al 10% dei posti disponibili nelle aree mercatali. Eppure non ne prendono possesso, per quanto avrebbero un ruolo di calmieratori dei prezzi. Mi rendo conto delle grosse difficoltà ad arrivare a fine mese, tanto che i beni volutturai hanno avuto un calo mostruoso nelle vendite. Ma questo perchè è aumentato tutto dalla spazzatura all`acqua, all`energia elettrica. Per quanto ci riguarda, fra poco sarà avviata l`iniziativa “spesa amica“ con la quale 40 prodotti di prima necessità manterranno i prezzi per sei mesi».
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