2 Settembre 2010

Caro-pedaggi, stop confermato Battaglia per 8 milioni di rimborsi

ROMA – IL TAR HA FATTO bene a bloccare i pedaggi su raccordi autostradali gestiti dall’ Anas. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso contro la sentenza del Tar del Lazio presentato dalla presidenza del consiglio dei ministri e dall’ Anas. La decisione apre la strada a un possibile contenzioso: gli automobilisti che hanno pagato i pedaggi maggiorati hanno diritto al rimborso? E, ammesso che la risposta sia positiva, come dovrà essere fatto il rimborso? Secondo l’ associazione dei consumatori Codacons, che ha esortato gli automobilisti a conservare le ricevute dei pedaggi, la somma da rimborsare sarebbe di circa 8 milioni di euro. Il presidente dell’ Anas, Ciucci, con una nota ufficiale, ha subito precisato: «Le decisione sull’ ipotizzato rimborso dei pedaggi corrisposti durante il breve periodo di applicazione sarà assunta quando la giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva». GLI AUMENTI erano scattati il primo di luglio in forza del decreto legge sulla manovra da 25 miliardi. Contro la norma si erano rivolti al Tar una cinquantina tra province e comuni a Nord di Roma (soprattutto del reatino, del viterbese e del pescarese) a cui si sono accadate molte associazioni di consumatori. I ricorsi sostenevano l’ illegittimità della norma aggiungendo che sarebbero stati penalizzati soprattutto i pendolari che usano il tratto di strada, gestito dall’ Anas, che unisce l’ autostrada A1 al raccordo anulare di Roma. Il Tar ha accolto la richiesta decretando l’ illegittimità degli aumenti a partire dal 29 luglio. L’ ANAS HA PRESO atto della sentenza e, il 4 agosto, ha sospeso il pagamento dei pedaggi in 26 raccordi stradali e autostradali. Vista la piega presa dalla vicenda, anche in altre zone d’ Italia è stato deciso di ricorrere ai Tar regionali. Ad esempio, lo ha fatto la provincia di Torino per i caselli di Buera, Falchera e Settimo, ottenedo lo stesso risultato dal Tar del Piemonte. La presidenza del consiglio ha fatto ricorso al Consiglio di Stato pure nei confronti del Tar del Piemonte. In questo caso non c’ è ancora la decisione, ma è presumibile che essa sarà uguale visto che il Consiglio di Stato è lo stesso. Il presidente della provincia di Torino Saitta ha colto l’ occasione per sostenere che «lo stop vale anche per il Piemonte e il governo farebbe bene a evitare di ricorrere al consiglio di Stato». IL PRONUNCIAMENTO del Consiglio di Stato mette un punto fermo su tutta la vicenda, ma ha provocato la reazione forte del viceministro alle Infrastrutture (da cui operativamente dipende l’ Anas), Castelli: «Prendiamo atto che Tar e Consiglio di Stato si mettono a legiferare. Organismi che dovrebbero solo verificare l’ osservanza delle leggi si permettono di stravolgere gli atti del governo. Auspico che il consiglio dei ministri tenga conto di questa invasione di campo e che, soprattutto il mio partito, la Lega Nord, possa imporre il rispetto delle regole e del diritto». E’ in arrivo un’ altra rogna per il governo? La prima replica a Castelli è venuta dal sindaco di Roma, Alemanno (An): «Il viceministro insiste, nonostante le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, a voler imporre i pedaggi nei tratti autostradali gestiti dall’ Anas. Non capisco perché continui in un errore politico».

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