19 Dicembre 2007

Caro-pasta: agli italiani costa 3 miliardi l`anno

Caro-pasta: agli italiani costa 3 miliardi l`anno
L`impennata di prezzi sotto la lente del Codacons: aumenti fino al 27%

L`aumento della pasta costa alle famiglie italiane oltre 3 miliardi di euro l`anno a causa degli aumenti speculativi dal 1 settembre al 31 dicembre. A fare I conti è il Codacons che comunica le stime in un comunicato in cui commenta l`istruttoria aperta dall`Antitrust. “Rispetto a pochi mesi fa il costo della pasta è aumentato tanto da far registrare per un pacco di spaghetti una variazione di prezzo del 27% rispetto al 2006 passando da 0, 90 a 1, 14 euro. Lo stesso vale per le penne che hanno registrato un aumento del 22% passando da 0,90 a 1, 10 euro“. L`Antitrust ha esteso l`istruttoria avviata il 10 ottobre 2007 nei confronti dell`Unione Industriale Pastai Italiani (Unipi) e di UnionAlimentari anche a 29 aziende produttrici di pasta: “Gli aumenti dei prezzi della pasta registrati a partire dal 1 settembre sono speculativi e ingiustificati. Le famiglie italiane spenderanno oltre 3 miliardi di euro a causa di tali aumenti. Invitiamo pertanto i consumatori – afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi – a conservare gli scontrini relativi agli acquisti di pasta per chiedere un risarcimento danni. Se l`istruttoria contro i pastai si concluderà così come si è conclusa quella contro il cartello delle compagnie assicurative, i consumatori potranno rivolgersi al Giudice di Pace per essere rimborsati dei soldi pagati in più“. Vacanze. L`impennata dei prezzi non risparmia nulla, nemmeno la settimana bianca anche se in misura più contenuta. Secondo un`indagine effettuata dall`Osservatorio Nazionale Federconsumatori trascorrere una settimana sulla neve, rispetto al 2006, costa il 2,3% in più. Numeri alla mano, il soggiorno costa in media 839 euro contro gli 820 del 2006. Ma anche sci, doposci e scarponi, e tutto il necessario, va messo prima in valigia. Ad esempio un paio di buoni occhiali da sole, indispensabili sulla neve per il riverbero della luce,, acquistati prima della partenza costano circa 198 euro, mentre, nelle località sciistiche, possono costare anche il 50% in più. Lo stesso avviene per la crema solare, che generalmente in questo periodo ha un costo contenuto pari a circa 14,90 euro, ma, in settimana bianca, la si acquista anche a 20 euro. Cappelli, guanti e sciarpe sono gli accessori che più facilmente si rischia di dimenticare a casa e che subiscono i maggiori rincari in queste località, fino ad un aumento del 38%. Altri esempi: il burro di cacao può costare il 30% in più, un cappello il 26%. Federconsumatori ed Adusbef hanno quindi stilato un piccolo vademecum, per partire sicuri e godersi la vacanza: richiedere all`operatore turistico, prima di partire, una copia del contratto sottoscritto; prestare particolare attenzione, nel caso in cui si sottoscriva una polizza assicurativa, alle condizioni dell`eventuale rimborso previsto; la caparra non può superare il 25% del prezzo totale del viaggio e, al momento del pagamento, si deve pretendere la regolare ricevuta; nei venti giorni precedenti alla partenza il prezzo del pacchetto non può essere aumentato (e comunque mai più del 10%); prima della partenza il turista deve munirsi di tutte le informazioni necessarie al soggiorno; se si viaggia in aereo e viene smarrito il proprio bagaglio, si vada subito in aeroporto all`ufficio “Lost and found“ a denunciare lo smarrimento, si ricorda inoltre che, nel caso in cui il viaggiatore non si trovi nel luogo di residenza, ha diritto ad ottenere dalla compagnia aerea una somma di denaro per poter far fronte alle prime necessità, in attesa che venga ritrovato il bagaglio; ricordarsi che sia il bagaglio da imbarcare sia quello a mano devono rispondere a criteri specifici di peso e dimensione; se giunti a destinazione si riscontrano delle difformità rispetto alle condizioni incluse nel contratto, si deve contattare immediatamente i rappresentanti dell`operatore turistico sul posto; una volta rientrati, nel caso in cui si siano riscontrate difformità rispetto alle condizioni contrattuali, si deve, entro dieci giorni, di presentare un reclamo, indirizzata all`organizzatore o al venditore del pacchetto, mezzo raccomandata, corredato di tutta la documentazione necessaria a dimostrare i disagi subiti.

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