26 Ottobre 2012

Caromensa, è polemica

Caromensa, è polemica

 


LA battaglia contro il caromensaaSoveratononconosce sosta. E sono soprattutto i genitori deibimbi nonresidenti, che frequentano la scuola maternaeprimariaincitty,anon condividere questo aumento indiscriminato del ticket che comporta una spesa mensile perognialunnononresidente di oltre 100 euro al mese. Un salasso per le famiglie con più di un figlio. Ecco perché alcuni genitori di Montepaonecon in testa la signora Annamaria Siciliano si sono rivolti al Codacons e insieme alla responsabile Francesca Salatino sono stati ricevuti dal sindaco Leonardo Taverniti per avere delucidazioni sul perché un bimbo non residente deve pagare la bellezza di 4,50 euro a pasto. «Il sindaco- racconta una mamma, Annamaria Siciliano – ha iniziato ad esordire con modi non proprio pacati, dicendo che la dottoressa Salatino non era informata che stava dicendo sciocchezze, che le fasc e di reddito sono sempre esistite. Mai nessuna di noi le aveva negate, volevamo solo puntualizzare che non si tratta di fasce di reddito mafasceticket, dicui3inbase al reddito ed esclusivamente per i residenti ed unaper i non residenti non in base al reddito, visto che mai nessuno ce l’ ha chiesto. Comunque dopo questo dibattito sono intervenutaper chiedere spiegazioni delperchéilticketper inonresidenti a stato portato a 4,50 euro. Il sindaco – prosegue la mamma- ha iniziato a sciorinare cifre astronomiche, come 58.000 pasti serviti lo scorso anno, che dai ticket ha incassato 107.000eurocheilcosto complessivo dei pasti a stato di 203.000 euro più 27.000 euro di servizi accessori e che detraendo i ticket incassati ed il contributo provinciale, restano da pagare 93.000 euro, questa a l’ unica informazione che ho ottenuto. Ho chiesto più volte nel dettaglio – prosegue Siciliano- a cosa sia dovuta questa spesa di 27.000 euro». Le risposte date dal sindaco, però non hanno convinto più di tanto i genitori. Senza contare che, come ci riferisce la mamma, tutto il colloquio si sarebbe svolto in un clima di nervosismo . «Mi a stato detto che l’ incontro – prosegue la mamma – a stata una concessionedel suobuon cuore eche nonessendounasuacittadina non era tenuto a farlo. Quando poi ho fatto presente che anche i cittadini di Soverato hanno difficoltyadacquistare ibuoni, percha ancheperloro c’ a stato un forte aumento, mi ha risposto che l’ argomento non mi riguarda in quanto non residente. Mi hapi ù volte invitata a rivolgermi al mio Comune di residenza per avere una contribuzione per il buono pasto, ma nello stesso tempo avvertendomi che sa rebb e stato inutile perché se il Comune concedesse questo beneficio rischierebbe di vedersi spopolate le scuole, tutto questo sempre in un clima rovente! Mi aspettavo un clima più sereno per poter dialogare, soprattutto di riuscire ad avere quelle informazioni che non ho trovato nella delibera n °128 del 31 /07/2012 dove c’ a solo scritto: refezione scolastica nucleo familiare con figlio non residente in Soverato:4,50 euro . Perché – concludeAnnamariaSiciliano -nona stato scritto: costo di un pasto comprensivo dei servizi accessori4,50euro, epoi sottoelencati questi servizi ? ».

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