11 Settembre 2012

Caro-libri, in pochi casi tetto rispettato

Caro-libri, in pochi casi tetto rispettato

pochi istituti riescono a restare nei limiti imposti dal ministero, aumento medio complessivo di 80 euro a studente si risparmia con l’ usato e nei supermercati al machiavelli si arriva a 345 euro al ginnasio e 455 in prima liceo in “linea” solo giorgi civitali, vallisneri, pertini e artistico.
Salasso libri scolastici, ci risiamo. E per prevenire ecco il riciclo tra amici, conoscenti, parenti, con il baratto, oppure con l’ acquisto dell’ usato. Al Cantiere Giovani sulla via del Brennero e al Centro Giovani a Santa Margherita, infatti, è tornato il mercatino del libro usato. C’ è tempo fino al 30 settembre per trovare libri scolastici a basso costo: i testi, infatti, vengono venduti al 50 per cento del prezzo di listino 2012 e l’ intero importo ricavato viene restituito ai proprietari originari dei libri. Da lunedì non sarà più possibile vendere i propri libri e aprire nuove prenotazioni, pertanto presso i mercatini sarà solo possibile acquistare libri e chiudere le prenotazioni preesistenti. La chiusura definitiva, invece, è per il 21, mentre da lunedì 24 al 28 verranno restituiti i soldi guadagnati dalla vendita dei libri. Gli orari per la sede in via del Brennero sono dal lunedì al venerdì dalle 15,30 alle 18,30, mentre per quella in via del Marginone a Santa Margherita dal lunedì al venerdì dalle 21,30 alle 23,00. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web: www.mercatinolibri.org Un altro modo per risparmiare sui libri nuovi, è acquistarli presso i supermercati. Qui è possibile trovare sia testi, sia manuali sia materiali e strumenti per il corredo scolastico. In Esselunga, Conad e Conad Leclerc, si praticano sconti del 15% sui libri acquistati presso i propri punti vendita. Nel caso di Coop e Ipercoop gli sconti variano dal 10% per tutti, al 15%, per i soci Coop. Carrefour rilascia, invece, un buono sconto pari al 20% del valore dei libri acquistati. Stessa formula adottata anche da Simply, Pam e Panorama. di Nadia Davini wLUCCA Ennesima stangata per le tasche delle famiglie lucchesi: si preannuncia così l’ inizio della scuola. A mettere a dura prova le economie famigliari ci pensano, come ogni anno, i libri scolastici, dizionari e materiale inclusi. Secondo un’ indagine del Codacons ogni nucleo quest’ anno spenderà mediamente cento euro in più rispetto al 2011, comprensivi dell’ acquisto dei manuali e del corredo scolastico. Sono comunque i libri di testo a pesare di più: si calcola infatti che la spesa sarà in media di circa 80 euro superiore a quella dell’ anno precedente. E, in diversi casi, vengono perfino superati i tetti massimi fissati dal ministero, nonostante che si tratti di cifre alte: da 335 a 382 euro al liceo classico, 320 al liceo scientifico, intorno ai 300 euro negli istituti tecnici e più di 200 nei professionali. A non rispettare i numeri stabiliti ci sono diverse scuole lucchesi. Il più caro è il classico “Machiavelli” che per una quarta ginnasio prevede 345 euro di libri, dizionari di greco e latino esclusi, mentre per una prima liceo la spesa raggiunge vette impressionati, 455 euro (contro i 382 previsti dal ministero). Fuori quota anche l’ Itc “Carrara”: 324 euro di libri per la prima, 211 per la seconda e 318 per la terza superiore, contro, rispettivamente, i 304 euro, 208 euro e 288 euro previsti dal Miur. Non rispetta il tetto di spesa neppure il liceo musicale, dove la lista dei libri nel primo anno raggiunge i 326 euro, invece che i 284 euro previsti. Rientrano nei limiti, invece, il “Vallisneri” (307 euro per la prima liceo), i professionali “Giorgi” e “Civitali”, il liceo artistico (279 euro per il primo anno, 146 per il secondo e 246 per il terzo) e l’ Isi “Pertini”. Uno degli escamotage utilizzati dalle scuole per rientrare nei tetti di spesa è quello di indicare alcuni libri come “opzionali” o “consigliati”: in realtà si tratta di manuali a tutti gli effetti, utilizzati regolarmente nel corso dell’ anno scolastico e, quindi, difficilmente trascurabili dagli studenti. La ragione di questo aumento sui libri, secondo l’ associazione di consumatori, dipende non tanto dallo sforamento dei tetti stabiliti dal ministero, quanto dall’ entrata in vigore, a partire da quest’ anno, del divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa. Le istituzioni scolastiche, per i decreti ministeriali del maggio 2012, devono obbligatoriamente adottare “esclusivamente libri di testo in formato misto ovvero interamente scaricabili da Internet”. Un processo di innovazione irreversibile, che tuttavia costerà caro: il provvedimento, infatti, avrà effetti positivi sul lungo termine, ma nell’ immediato si traduce nell’ ennesimo rincaro a danno delle famiglie. Infatti, è successo che a fronte della nuova normativa gli insegnanti sono stati costretti a cambiare il libro di testo, perché non tutte le case editrici si sono adattate alle nuove regole, o comunque a dover cambiare l’ edizione del libro, scegliendo la più aggiornata e, cioè, la più costosa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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