Carolibri: famiglie in crisi Tutte le scuole catanesi «sforano» i tetti ministeriali
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fonte:
- La Sicilia.it
Carla Condorelli La fotografia della crisi che abbiamo cominciato a descrivere qualche settimana fa e che si concretizza nella stangata da 2.333 euro (che ogni italiano si troverà a sborsare nel 2012, per via degli aumenti di luce, gas, mutui, generi alimentari, treni, carburante e chi più ne ha più ne metta) tiene conto anche dei rincari subiti dal corredo librario e del materiale scolastico (4% in più rispetto al 2011). Al ritorno dalle ferie, come ogni anno, le famiglie hanno dovuto fare i conti con l’ allarme caro-libri. Come di consueto il Miur pubblica i tetti ministeriali entro i quali ogni scuola dovrebbe far rientrare la spesa per i libri adottati, in modo da garantire a tutti il diritto allo studio. Ma anche quest’ anno, da una mini-indagine eseguita sugli elenchi pubblicati dalle singole istituzioni scolastiche catanesi (come potete vedere dal grafico a corredo dell’ articolo) praticamente ogni classe esaminata “sfora” i limiti imposti dal Ministero. E anche quei pochi esempi che sembrerebbero restare al di sotto di questi tetti, in realtà sono dei falsi virtuosi perché nel nostro conteggio sulle scuole catanesi non sono compresi i costi dei vocabolari (circa 80 euro l’ uno). Questo significa che la “correttezza” della 1A del liceo classico «Cutelli» e del liceo scientifico «Galileo Galilei» o la 1B del Liceo Linguistico (rispettivamente 324,3 euro, 313,4 euro e 318,1 euro contro i limiti ministeriali per 335 euro massimi) viene sgretolata se al conteggio aggiungiamo i costi di due vocabolari minimi per ciascuna classe (e in alcuni casi sono persino tre) e della “Divina Commedia” che viene inserita in elenco con la dizione «edizione a scelta dello studente». Secondo un’ indagine del Codacons, ogni nucleo familiare spenderà in media 100 euro in più rispetto al 2011. L’ associazione consumatori sottolinea che l’ aumento sui libri, dipende non tanto dallo sforamento dei tetti ministeriali («cosa che – aggiungono – avviene ogni anno»), quanto piuttosto dall’ entrata in vigore a partire da quest’ anno del divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa. Per i decreti numero 42 e 43 dell’ 11 maggio 2012, le istituzioni scolastiche sono obbligate ad adottare «esclusivamente testi in formato misto, ovvero interamente scaricabili da internet». Un processo di innovazione importante, ma che al momento costa caro, anche perché le nuove edizioni digitali (e non) dei testi «differiscono da quelle precedenti – commenta il Codacons, invitando tutti a segnalare all’ associazione quei libri che non contengono modifiche sostanziali rispetto all’ edizione immediatamente precedente – solo per poche pagine o qualche illustrazione, che tuttavia non cambia la sostanza del testo». I librai specializzati in editoria scolastica hanno spiegato che complessivamente il singolo libro costa meno, perché nella pratica c’ è meno carta stampata e, dunque, il costo si abbatte. È vero anche, però, che il prezzo del libro, come tutto del resto viaggia sull’ onda dell’ inflazione annua. A lungo termine, dunque, il provvedimento ministeriale potrebbe avere dei riverberi positivi (non solo sul costo del libro, ma anche sul problema del peso che gli studenti caricano ogni giorno nei loro zaini e sulle loro schiene). «Nell’ immediato, però – conclude il Codacons – questo si traduce nell’ ennesimo rincaro a danno degli italiani». E come se non bastasse, questa “rivoluzione digitale” impedisce alle famiglie di acquistare il corredo librario nei mercatini dell’ usato che associazioni studentesche, librerie specializzate in scolastica di prima e seconda mano organizzano ogni anno per far fronte al caro-vita. Del resto a fare pochi (e beceri) conti, per il ciclo di tre anni alla scuola dell’ obbligo (abbiamo preso ad esempio la sezione A della scuola media statale «Maiorana») una famiglia solo per acquistare i libri 952,65 euro. E a questi vanno aggiunte le spese per l’ acquisto di tutto il corredo necessario per frequentare la scuola: zaino (di marca in media 80 euro, non di marca in media 35 euro), diario (da 8 a 18 euro), quaderni, matite, penne, colori, squadrette, curvilinee, compasso, goniometro, astuccio, strumento musicale (flauto o diamonica)… Una cifra da capogiro, soprattutto se si considera che si tratta di scuola dell’ obbligo. E la spesa per far proseguire gli studi ai propri figli, sono ancora più inquietanti: 2.391,5 euro (compresi i vocabolari) per un ciclo al Liceo classico, 2.262,7 al Liceo scientifico. Il corso di studi più economico, dai nostri calcoli sembra essere il Liceo scienze umane (il nostro esempio è la sezione A del «Turrisi Colonna»con 1.741,05 euro). Mentre l’ unica classe che davvero rispetta i tetti ministeriali è la 3A dell’ istituto tecnico «Archimede» con 284,8 euro (contro i 310 concessi dal Miur).
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