3 Luglio 2002

Caro-euro, venerdì sciopero della spesa



Sciopero della spesa, confermato per venerdì 5 luglio, e diffida all?Istat. Sono queste le due azioni immediate che i consumatori mettono in campo per protestare contro gli aumenti dei prezzi dovuti soprattutto agli arrotondamenti (mai al ribasso) da euro.
Non solo: se c?è un determinato prodotto il cui prezzo, con l?avvento dell?euro, è lievitato in maniera particolarmente elevata, oltre allo sciopero potrebbe scattare anche il boicottaggio di quel prodotto.
«Dati non credibili», rilevazioni «fatte sulla Luna», «incomprensibili differenze territoriali». Così le associazioni che tutelano gli interessi dei consumatori si rivolgono all?Istat, cui è stata indirizzata ieri una «diffida» ai sensi della legge 281 del `98, quella che disciplina i diritti di consumatori e utenti. Federconsumatori, Adusbef, Adoc e Codacons invitano l`Istat «a voler fornire adeguati riscontri e ad attivare ogni forma di intervento e adeguato controllo atta ad impedire il verificarsi di comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori». Nel documento si rileva che l`attività di rielaborazione dei dati provenienti dai Comuni sull`andamento dei prezzi al consumo «evidenzia negli ultimi tempi forti ed incomprensibili differenze nell`ambito territoriale» con analoghe rilevazioni di enti indipendenti e che queste differenze appaiono «del tutto incomprensibili e possono giustificarsi da criteri e rilevazioni, svolte dai Comuni in modo empirico e privo del necessario rigore scientifico».
I consumatori, intervenuti ieri alla Camera per una audizione parlamentare, confermano lo «sciopero della spesa» di venerdì e minacciano di ricorrere al boicottaggio dei prodotti che hanno maggiormente approfittato del passaggio all`euro per rincarare.
«Non crediamo ai dati dell?Istat sull`inflazione – spiega Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori – i dati fornitici da Nielsen e Unioncamere confermano le lamentele dei cittadini che sono giunte numerose alle associazioni dei consumatori. L`inflazione è molto più alta del 2,2% indicato dall`istituto di statistica». Le rilevazioni, per Elio Lannutti dell`Adusbef, «sembrano fatte sulla Luna, su una società statica, medioevale. Non escludiamo di ricorrere al boicottaggio». Per Lannutti il «caro-euro» costerà alle famiglie italiane 750 euro all`anno.
Ma il caro-vita da euro coinvolge anche i farmaci. Se un medicinale viene venduto in Italia a un prezzo superiore alla media europea, devono essere pubblicate sul «Bollettino di informazione sui farmac» la motivazione che ha generato l`aumento di prezzo e l`identificazione del funzionario che l`ha approvata: è questa la proposta del profesor Gustavo Ghidini, presidente onorario del Movimento Consumatori, al ministro della Salute Girolamo Sirchia.
Il Movimento Consumatori rileva che esistono «abnormi differenze di prezzo tra farmaci italiani e identici farmaci venduti in altri Paesi europei» e chiede «una riflessione urgente sulla idoneità degli attuali criteri di determinazione dei prezzi».

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