Caro-conti, inchiesta Antitrust
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fonte:
- Denaro.it
L?Antitrust potrebbe fare una segnalazione nell`ambito dell`indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti bancari a Governo e Parlamento. Lo sostiene il presidente dell`Autorità per la concorrenza, Antonio Catricalà, secondo il quale è necessario modificare l`articolo 118 del Testo Unico bancario che consente di cambiare unilateralmente le condizioni del contratto. Secondo Catricalà va modificata anche la delibera Cicr che stabilisce che per le comunicazioni della variazione vale la Gazzetta Ufficiale. “Bisogna che il rapporto contrattuale con la banca – spiega a margine di un convegno al Cnel sulla riforma degli ordini professionali – sia come tutti gli altri rapporti su un piano assolutamente paritario tra risparmiatore e banca. Mi sembra assurdo che ci sia una posizione di forza che consente alle banche di cambiare autonomamente le condizioni di contratto e comunicarle in maniera molto vaga e generica sulla Gazzetta Ufficiale. Credo che faremo – aggiunge – una segnalazione nell`ambito dell`indagine conoscitiva sui costi dei conti“. Sempre nell`ambito della stessa indagine, precisa, cercheremo anche “di approfondire in che modo queste variazioni avvengono, se avvengono in modo coordinato oppure se ciascuna banca decide effettivamente in modo autonomo“. Alla domanda se c`è l`ipotesi di un cartello tra le banche, Catricalà risponde così: “Andremo a vedere perché stranamente avvengono tutte lo stesso giorno“. L?associazione dei consumatori Codacons accoglie l?iniziativa dell?Antitrust con un “bene Catricalà“. La sigla dei consumatori ribadisce anche la necessità di fare luce sui motivi delle grandi differenze del costo del denaro tra Sud e Nord, sottolineando come “tutte le banche per prestiti e finanziamenti pratichino condizioni peggiori per il Sud Italia, influendo negativamente sullo sviluppo economico delle regioni e sull`occupazione. Basti pensare – aggiunge il Codacons – che lo scorso anno i tassi di interesse a breve termine nelle regioni Sicilia, Calabria e Campania superavano anche l`8,2 per cento, mentre in città come Milano e Bologna erano di circa il 4. Una sproporzione assurda – conclude – praticata da tutte le banche che danneggia i cittadini residenti al Sud“.
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