7 Febbraio 2008

Caro-carni, il garante vigilerà

Caro-carni, il garante vigilerà
Secondo mister prezzi Antonio Lirosi ci sono le condizioni per un ribassamento dei prezzi

All`indomani dell`allarme dell`Istat sui prezzi, con il tasso di inflazione ai massimi dal 2001, soprattutto per effetto dei prodotti alimentari, mister prezzi, ovvero Antonio Lirosi, si è impegnato a tenere alta l`attenzione sul settore delle carni. Intanto, però, a seguito della denuncia sul caro-carne, è arrivata la replica di Avitalia, che ritiene siano stati diffusi dati falsati. Il garante per la sorveglianza dei prezzi, Lirosi, al termine del tavolo con la filiera zootecnica svoltosi ieri presso il ministero per le politiche agricole con rappresentanti del settore, produttori, allevatori, industriali e distributori, ha annunciato che ci sono le condizioni per un ribassamento dei prezzi al consumo sulle carni avicole. “Dall`inizio dell`anno abbiamo registrato la presenza di condizioni per un raffreddamento dei prezzi al dettaglio del pollo e del tacchino“, ha detto Lirosi, “perché sono già in atto diminuzioni dei prezzi dal lato della produzione e dell`ingrosso, un`inversione di tendenza iniziata già da tre settimane come registrato da fonte Ismea“. Il garante ha precisato comunque che sui prezzi al consumo nessun rappresentante della distribuzione, sia tradizionale che organizzata, presente all`incontro ha preso impegni. Tuttavia, dal tavolo, è emersa “la preoccupazione da parte delle associazioni per la carne bovina“, ha aggiunto il garante, “e quindi la possibilità di ulteriori tensioni sul prezzo dovute a situazioni zootecniche e sanitarie che hanno origini in altri paesi europei“. Da parte sua, Mister prezzi ha annunciato che è stato preso l`impegno di rivedersi a metà marzo per la verifica degli andamenti del settore. D`altra parte, Lirosi ha voluto ribadire che “il garante non ha poteri per calmierare i prezzi perché non sarebbe compatibile con le normative europee. Il garante può fare sorveglianza e vigilanza attenta e mirata, può fare pressing sulle categorie, chiedere chiarimenti e informazioni sulle dinamiche nel processo di formazione dei prezzi e poi valutare le risultanze“. Immediata la replica delle associazioni di categoria, che hanno chiesto stime su base triennale. “Parlare di rincari del 10% per i prezzi delle carni bianche è un gesto insensato, vuol dire non compiere un`analisi attenta che tenga conto della penalizzazione che il nostro settore ha subito negli scorsi anni dall`ingiustificata psicosi dell`aviaria“, ha sostenuto Gaetano De Lauretis, presidente di Avitalia, unica Unione nazionale di produttori avicoli e cunicoli riconosciuta dal ministero delle politiche agricole, che ha contestato il metodo di analisi utilizzato per calcolare il rincaro dei prezzi delle carni bianche. “Quando si valuta l`aumento dei costi delle carni di pollame“, ha aggiunto De Lauretis, “non è corretto fare un raffronto con il 2006, perché quell`anno, a causa della psicosi aviaria, ha fatto registrare il picco negativo della domanda. Oggi il settore avicunicolo per calmierare i prezzi, con grande senso di responsabilità, si è fatto carico di una parte dell`aumento dei costi di produzione del 2007, con lo scopo di recuperare quei consumatori non ancora tornati al prodotto e per fidelizzare nuovi acquirenti“. Per Avitalia, considerando il periodo di maggiore crisi registrato dal settore (dal settembre 2005 al dicembre 2006) si scoprirà che la domanda di carne di pollame ha subito in quel periodo una costante flessione, con punte del -70%, mentre i prezzi sono scesi fino a -50%. “Nessuna speculazione, quindi, può essere ascritta al settore avicolo italiano“, ha concluso De Lauretis. Causa di questo moltiplicarsi dei prezzi, invece, secondo il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, è la distribuzione. Tanto che Adiconsum ha proposto a mister prezzi la necessità che i commercianti indichino oltre al prezzo di vendita anche il costo d`acquisto. Sulla stessa linea gli interventi della Cia, Confederazione italiana agricoltori (“Lungo la filiera i prezzi si gonfiano a dismisura“ e quindi urge “una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi“), del presidente del Codacons Carlo Rienzi, e di Confagricoltura. Che si è detta “preoccupata per la situazione di crisi strutturale in cui versa la zootecnia da carne italiana (soprattutto per bovini e suini)“ e ha messo in guardia “da qualsiasi forma di allarmismo sui rincari“. Infine Federconsumatori ha denunciato “una situazione ormai insostenibile, in assenza di interventi appropriati“, per cui “l`aumento sui consumi alimentari delle famiglie si potrebbe attestare a 445 euro in più all`anno, 160 euro all`anno solo per le carni“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox