Caro-carburanti, gasolio va a 1,545 euro
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Barile sempre attorno ai 135 dollari e consumi in forte contrazione sul mercato italiano
È ancora record per i prezzi dei carburanti: benzina e gasolio hanno raggiunto ieri quota 1,545 euro al litro nei distributori della Shell, con uno scarto di 8 millesimi di euro al litro rispetto a mercoledì che ha portato verde e diesel sui nuovi massimi. Pur mantenendosi al di sotto di questa soglia, i rincari hanno riguardato anche molti altri marchi che hanno ritoccato all`insù i listini. Oltre a Shell hanno fatto scattare gli aumenti Esso (+1,4 cent la benzina, +1,6 il diesel), Tamoil (+1,1 cent entrambi i carburanti), Total (+0,9 cent) ed Erg (+0,4 cent). Spinti dalle nuove fiammate delle quotazioni del petrolio, ieri intorno ai 135 dollari al barile sui mercati internazionali, i prezzi del gasolio hanno così messo a segno, solo dall`inizio dell`anno, un rincaro attorno ai 23 centesimi di euro al litro, vale a dire oltre 11 euro in più per un pieno di un`auto di medio-alta cilindrata. Forte anche l`impatto per le vetture a benzina con oltre 7 euro di aumento per un rifornimento completo ed un litro di carburante salito di oltre 14 centesimi al litro. Per il diesel il rincaro – sempre nei soli primi sei mesi dell`anno – viaggia così intorno al 17% mentre per la verde l`aumento in percentuale si attesta a quasi l`11%. Le associazioni dei consumatori temono che le conseguenze del caro-pieno si abbattano anche sui beni alimentari, scontando i maggiori costi di trasporto. Il Codacons ha calcolato aumenti a fine anno pari a 150 euro a famiglia per la sola spesa alimentare. E suggerisce al governo “forti incentivi per quelle aziende che decideranno di utilizzare il trasporto ferroviario per trasferire i propri prodotti“. Mentre i prezzi schizzano sempre più in alto, i consumi di carburanti si contraggono. I dati dell`Unione petrolifera segnalano, a maggio, una diminuzione complessiva su base annua del 5,2%, con la benzina in calo del 9,1% ed il gasolio del 3,5%. Per contro le immatricolazioni di autovetture nuove sono scese del 17,6%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 51,3% del totale. Il rincaro subito dai carburanti, peraltro, è ormai un problema non soltanto italiano, ma anzi mondiale. L`Italia continua ad avere, però, livelli di prezzo superiori alla media europea. I dati sullo “stacco“ con la media della zona euro, che la stessa Up ha comunicato ieri in base alla rilevazione del 9 giugno, danno il divario per la benzina a 3,7 centesimi al litro, stabile rispetto alla precedente rilevazione del 2 giugno, e quello per il diesel in aumento a 3,5 cent dai vecchi 2,1. Il fenomeno del caro petrolio comunque sarà l`argomento principale del G8 che si riunisce da oggi ad Osaka alla presenza dei ministri delle Finanze dei maggiori paesi mondiali. I temi principali del vertice – al quale parteciperanno il ministro dell`Economia, Giulio Tremonti, e il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, in veste di presidente del Financial Stability Forum (Fsf) – sono stati anticipati nel dettaglio pochi giorni fa dal ministro delle Finanze giapponese Fukushiro Nukaga che, in un incontro al Foreign Correspondent`s Club of Japan, ha pure rimarcato l`urgenza di chiarire le aspettative sull`inflazione con segnali corretti. Al vertice degli Otto Grandi (cui partecipano Usa, Russia, Regno Unito, Canada, Francia, Germania, Italia e Giappone), di Osaka, ha aggiunto Nugaka la scorsa settimana, “potremmo pure non vedere i risultati subito, ma speriamo di essere in grado di discutere come affrontare questi problemi anche perchè se le aspettative sui prezzi dovessero aumentare potrebbe essere più difficile correggere le politiche macroeconomiche“.
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