19 Luglio 2011

Caro-carburanti. Benzina a 1,63 euro al litro, anche per i ritocchi alle accise Il Governo convoca i petrolieri

Caro-carburanti. Benzina a 1,63 euro al litro, anche per i ritocchi alle accise Il Governo convoca i petrolieri
 

MILANO Volano i prezzi dei carburanti, divampano polemiche, e il Governo convoca i petrolieri. Ieri il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’ energia Stefano Saglia ha convocato le compagnie petrolifere e l’ Unione petrolifera per mercoledì 20 luglio, alle ore 17. L’ incontro ha l’ obiettivo di fare il punto sui recenti rincari dei prezzi dei carburanti, anche alla luce delle dinamiche europee e delle quotazioni internazionali. Pronta la reazione dell’ Unione petrolifera in vista del meeting di mercoledì prossimo. «Forse – dichiara a Il Sole 24 Ore Pasquale De Vita, presidente dell’ organizzazione dei petrolieri – qualcuno dimentica che l’ ultimo strappo dei prezzi è stato determinato dal balzo delle accise, 6 centesimi, deciso dal governo. All’ appuntamento andremo ad ascoltare, ma i fatti sono questi». Difatti è durato un solo giorno il calo dei prezzi internazionali dei prodotti petroliferi: giovedì scorso si erano registrati ribassi consistenti dopo due settimane di aumenti ininterrotti; venerdì però è subito ritornato il segno "più". Stando alle rilevazione della Staffetta quotidiana, l’ unico aggiustamento da segnalare riguarda Esso: +0,2 centesimi al litro sulla benzina, con il prezzo medio nazionale che si attesta a 1,63 euro/litro netti e il gasolio a 1,506 euro/litro. I prezzi, oltre alla tensione sul prezzo del barile e il saliscendi dei cambi, scontano anche l’ effetto-accise: a luglio infatti sui listini alla pompa si sono scaricati due aumenti delle accise con il conseguente aumento dell’ Iva. Si tratta di 4 centesimi al litro scattati il 28 giugno per finanziare le spese di emergenza umanitaria conseguente alla guerra in Libia. La misura, che dovrebbe fruttare circa un miliardo di euro, sarà in vigore sino alla fine dell’ anno. L’ altro ritocco di 1,9 centesimi al litro è scattato il primo luglio ed è destinato a finanziare il fondo unico per lo spettacolo. Considerata l’ Iva che si calcola anche sulle accise, l’ incremento del carico fiscale è di oltre 7 centesimi al litro. Mentre le quotazioni del petrolio proseguono la loro discesa sui mercati internazionali – tuona la Codacons – i prezzi dei carburanti in Italia continuano a salire, raggiungendo di giorno in giorno livelli record. «Chiediamo all’ Antitrust – esordisce il presidente Carlo Rienzi – di convocare l’ Unione petrolifera, affinché spieghi agli italiani cosa sta avvenendo nel settore dei carburanti. Oramai il fenomeno dei rincari di benzina e gasolio nei giorni antecedenti l’ esodo estivo è un fatto noto, così come quella doppia velocità dei listini che i petrolieri continuano a negare». Codacons stima maggiori esborsi per le famiglie fino a 12,5 euro a pieno. Poi Rienzi rincara la dose: «E’ dal 2009 che chiediamo ai petrolieri un confronto tecnico con la nostra associazione, finalizzato ad analizzare il fenomeno della doppia velocità. Richiesta che l’ Unione petrolifera non ha mai accolto. Per tale motivo invieremo oggi (ieri ndr) una comunicazione all’ Antitrust, chiedendo di convocare formalmente le compagnie petrolifere e la nostra associazione, cosicché i petrolieri non potranno sottrarsi al confronto con il Codacons». Nonostante i prezzi alle stelle dei carburanti, i consumi rimangono stabili: a giugno, la domanda ha assorbito, secondo le rilevazioni dell’ Unione petrolifera, circa 6,3 milioni di tonnellate di carburanti, con un aumento dello 0,9% rispetto allo stesso mese del 2010. E nel primo semestre 2011 i consumi sono stati pari a circa 35,7 milioni di tonnellate, in linea con il primo semestre 2010. La febbre dei prezzi sarà una brutta sorpresa anche per i turisti stranieri che hanno scelto l’ Italia per le vacanze: troveranno prezzi superiori intorno al 7-8% rispetto alla media europea. Solo in Grecia, Danimarca e Olanda benzina e gasolio costano di più. «Non è vero – osserva De Vita – i prezzi italiani continuano a presentare, in media, 3-4 centesimi di scarto rispetto alla media europea. Ma se si considerano gli sconti che si ottengono alle pompe, per esempio con il self service, allora lo squilibrio si annulla». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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