13 Marzo 2012

Carobenzina: si lascia l’ auto a casa

Carobenzina: si lascia l’ auto a casa

 
Roma. Ogni fine settimana i prezzi dei carburanti esplodono. Con gli ultimi rincari, il prezzo medio della benzina con servizio alla pompa è di 1,85 euro litro, vicino al massimo storico toccato nel 1977 in piena crisi petrolifera. Le punte massime arrivano a 1,957 euro/litro nel Centro. Per il gasolio, la media nazionale è di 1,76 euro/litro, con un picco di 1,8 euro al Sud. Il Codacons raccomanda ai cittadini di “usare l’ auto solo se indispensabile”. Un’ altra associazione di consumatori, l’ Adoc, riferisce che già la metà degli italiani stanno rinunciando all’ auto. La spesa infatti è di 3.400 euro l’ anno, ai quali bisogna aggiungere 170 euro di bollo, 900 di rca, 170 di multe, 100 di parcheggi a pagamento e 280 di costi di gestione. In totale, 5.000 euro l’ anno, quasi tre stipendi medi. I rincari hanno inciso sui bilanci familiari, tanto che la voce auto-bollette supera la spesa alimentare. Coldiretti osserva che il “pieno” per un’ auto di media cilindrata ha ormai superato i 93 euro, provocando un effetto valanga sulla spesa in un Paese dove l’ 88% delle merci viaggia su strada. I consumatori chiedono ai Comuni di incrementare i trasporti urbani, ma l’ agenzia di “rating” Fitch spiega che la struttura dei costi nel settore è molto rigida, con il personale che rappresenta il 60% dei costi. Quindi, nel futuro degli utenti di bus, ci sono servizi più cari e meno efficienti. Si attende che i prezzi dei carburanti arrivino a 2 euro il litro e i consumatori gridano che bisogna ridurre la pressione fiscale. Vi è una grande differenza tra i prezzi dei carburanti nel ’77, con la crisi di Suez, quando emissari iraniani venivano in missione in Europa per ammonire i cittadini che avrebbero dovuto lasciare l’ auto in garage. Il mercato dell’ auto si sta adeguando con molto ritardo a quei consigli. L’ auto elettrica è ancora un’ utopia, ma si cercano motori a metano o gas liquido. Dal punto di vista psicologico, si diffonde il timore di una guerra per il petrolio. Nella realtà, siamo invasi dal fisco. Una guerra interna. Paolo R. Andreoli 13/03/2012.

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