24 Luglio 2002

Caro-benzina nel mirino dell`Antitrust




ROMA? Il dossier carobenzina è sul tavolo dell`Antitrust. Il Garante per la concorrenza sta valutando se vi sono motivi validi per aprire un`istruttoria formale.
L`Antitrust si sta muovendo sulla base di un esposto-denuncia presentato da quattro associazioni di consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) a parere delle quali i petrolieri tengono artificiosamente troppo elevati i prezzi dei carburanti e hanno responsabilità precise sul mancato ammodernamento della rete distributiva.
Le associazioni dei consumatori sono partite dalla constatazione che i prezzi dei distributori italiani sono constantemente più elevati della media europea di «non meno di 3 centesimi di euro». Questo fa degli automobilisti italiani i più penalizzati d`Europa. Inoltre, sempre secondo i consumatori, i petrolieri fanno di tutto per ostacolare «l`apertura del mercato alla grande distribuzione». In altri Paesi euroepei, ad esempio in Francia, molti centri commerciali vendono anche i carburanti a prezzi scontati con l`evidente intento di accaparrarsi i clienti. In Italia questo non accade e, sempre secondo le associazioni dei consumatori, può essere tra i motivi «dei ritardi, se non dell`ostruzionismo, nel perseguire il piano di ammodernamento della rete distributiva».
Le associazioni dei consumatori hanno inviato il loro dossier sul mercato italiano dei carburanti anche all`Antitrust europeo.
Il Garante della concorrenza ha ricevuto il dossier e lo sta analizzando. Se riterrà che vi siano elementi oggettivi che meritano di essere approfonditi, potrà decidere di aprire una «istruttoria formale».
La mossa dei consumatori ha preso vigore anche per effetto del forte recupero dell`euro sul dollaro. Il mercato dei prodotti petroliferi ha come moneta di riferimento il dollaro. Chiaro che la crescita dell`euro si traduce in una riduzione del costo del petrolio per i produttori europei. Una riduzione che non si è trasferita con la stessa intensità nei prezzi finali alla pompa.

I consumatori si sono scagliati soprattutto contro alcune marche (Api e Tamoil per la benzina e Fina per il gasolio) invitando i cittadini a non servirsi di quei quei distributori il 31 luglio e il 1 agosto.
Nel tentativo di alleggerire la tensione tra consumatori e petrolieri domani vi sarà un incontro all`Unione Petrolifera. Il presidente dei petrolieri, Pasquale De Vita, spiegherà «come e perchè» si formano i prezzi alla pompa, i consumatori insisteranno per una rapida riduzione e avanzeranno la porposta di costituire «una cabina comune di monitoraggio» sui prezzi dei carburanti.

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