20 Luglio 2002

Caro-benzina, la protesta dei consumatori si allarga nei 15 paesi Ue

In vista confronto consumatori-petrolieri, ma dieci associazioni hanno già annunciato nuove forme di protesta

Caro-benzina, la protesta dei consumatori si allarga nei 15 paesi Ue




ROMA – La protesta contro i rincari dei carburanti è destinata ad allargarsi in tutta Europa coinvolgendo le associazioni dei 15 paesi Ue. Lo ha annunciato Anna Bartolini, membro del Consiglio dei Consumatori dell`Unione Europea (C.C.) che ha detto di condividere il boicottaggio delle benzine più care promosso dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori e rilancia annunciando che porterà l`iniziativa a Bruxelles. Dopo la proposta di boicottaggio, le denunce per aggiotaggio ai petrolieri e le richieste di risarcimento per 1,5 miliardi di euro, dieci associazioni hanno annunciato una nuova forma di protesta: «Girare per le città con le luci dell?auto accese il 31 luglio e il primo agosto».
Mentre Altroconsumo sostiene che il prezzo della benzina, da marzo ad oggi «sarebbe dovuto diminuire del 3,2% mentre è aumentato del 2,8» ed aumentano le iniziative di protesta, l`Intesa dei consumatori si è comunque dichiarata pronta ad incontrare le compagnie petrolifere «per discutere delle rispettive posizioni sul mancato adeguamento dei prezzi delle benzine». L` Unione Petrolifera che nei giorni scorsi aveva contestato le accuse dei consumatori (il presidente De Vita,le aveva definite senza troppe metafore «un errore marchiano»), ha accolto con soddisfazione l`apertura dei consumatori, e si è detta «disponibilissima» a uno scambio di idee. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, hanno però confermato il «boicottaggio europeo» tra il 31 luglio e il 1 agosto nei confronti delle compagnie più coinvolte nel mancato ribasso dei prezzi dei carburanti dopo il deprezzamento del dollaro. Oltre ai consumatori italiani sono state coinvolte le associazioni di Spagna, Francia e Grecia, che «hanno aderito entusiasticamente», afferma l`Intesa dei consumatori. Api e Tamoil per la benzina, Fina per il gasolio, accusano i consumatori, sono le compagnie che praticano i prezzi più elevati in Italia. L`Unione petrolifera ha precisato che con Federconsumatori era in programma una riunione, poi annullata per l?annunciato sciopero del pieno. «Un`apertura come quella di oggi (ieri per chi legge ndr) è un fatto positivo – aveva rilevato l`Up – noi siamo qui, si decidano tempi e modi di un incontro».
Nella «querelle» tra consumatori e Unione Petrolifera è intervenuto Giorgio Jannone (Fi) che in una interrogazione ai ministri dell?Economia Tremonti ed a quello della Attività Produttive Marzano, sottolinea che il prezzo della benzina dev`essere «ragionevolmente ribassato considerando l`equiparazione nei termini percentuali del deprezzamento del dollaro sull`euro». Il parlamentare nel chiedere «efficacia e tempestività» alle Authority, valuta che «a danno dei consumatori italiani si verifica una chiara sperequazione dal momento che, per un rifornimento di 50 litri si rende necessario un esborso di 52 euro in Italia, contro i 50 necessari in Francia e i 49 in Belgio. La parità euro-dollaro, frutto di un deprezzamento di quest`ultima divisa pari al 17%, dovrebbe riflettersi sui prezzi di vendita al dettaglio della benzina. Sul prezzo del petrolio raffinato si è già registrata una diminuzione di 2 centesimi/litro e conseguentemente si potrebbe ipotizzare una diminuzione anche del costo della benzina».

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