20 Luglio 2002

Caro-benzina, “fari accesi“ sull`esodo di agosto

Caro-benzina, “fari accesi“ sull`esodo di agosto

Le associazioni di consumatori invitano gli automobilisti ad aderire alla protesta il 31 luglio



E adesso le associazioni dei consumatori, infuriate per l`andamento dei prezzi della benzina, se la prendono con il Governo. Il problema è sempre lo stesso: il costo del carburante è sceso molto meno delle quotazioni del petrolio. Ma se «la speculazione la fanno i petrolieri, le responsabilità sono dell`Esecutivo, ieri di centro sinistra, oggi di centro destra». Conclusione: una nuova, singolare, protesta. Gli automobilisti sono tutti invitati a viaggiare con i fari accesi sia in città che sulle strade extraurbane il 31 luglio e il primo agosto. A promuovere l`iniziativa, è una nutrita pattuglia di associazioni: Adiconsum, Unione Nazionale Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento in difesa del cittadino, Assoutenti, Lega Consumatori Acli, Confconsumatori, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Centro tutela consumatori e utenti. Si tratta di una protesta che va a sommarsi a quella, promossa da Aduc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons – sempre relativa ai due giorni del grande esodo di fine mese – che chiede invece ai viaggiatori di boicottare le compagnie che applicano i prezzi più alti, ovvero Api-Tamoil per la benzina e Fina per il gasolio. Una vera e propria riscossa, quella delle associazioni dei consumatori, che rinvigorite dal successo del recente sciopero dell`euro hanno evidentemente deciso di far sentire la propria voce in modo più vigoroso del solito. Le 10 associazioni che promuovono l`agitazione «dei fari accesi», hanno il preciso obiettivo di sensibilizzare il Governo. E, a Palazzo Chigi, fanno una proposta precisa: «definire criteri di adeguamento che le compagnie dovranno rispettare, sia quando il costo del petrolio aumenta sia quando si riduce». Quando infatti le quotazioni del greggio salgono, le variazioni della benzina sono immediate, viceversa quando l`oro nero si deprezza sui mercati, «la riduzione alla pompa arriva in ritardo e in misura parziale». Secondo le stime di alcune associazioni, tenendo conto dell`andamento del petrolio, del rapporto euro-dollaro e del costo della benzina, in un anno sono stati «indebitamente sottratti» ai consumatori 1.549 miliardi.

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