30 Aprile 2013

Caro-benzina, esplode il caso «Mettiamo al sicuro le prove»

Caro-benzina, esplode il caso «Mettiamo al sicuro le prove»

Simona Carnaghi «Sul caro benzina blocchiamo le prove subito. Non ha senso fare un sequestro con sei mesi di ritardo». Carlo Rienzi, presidente nazionale Codacons riassume il senso del ricorso discusso ieri davanti al tribunale del riesame di Varese. «Senza accusare nessuno non vorremmo trovarci davanti ad una dispersione delle prove – dice Rienzi – Oggi ci sono, ma tra sei mesi potrebbero essere sparite. Ci troviamo davanti ad interessi enormi gestiti da potenti». E il Codacons nell’ udienza di ieri mattina mirava proprio a questo risultato opponendosi al provvedimento del gip Giuseppe Battarino che ha spostato l’ indagine a Milano e Roma per competenza territoriale. Questione di precedenze «Non è tanto la competenza ad interessarci – ha spiega Marco Colombo, legale del Codacons uscendo dall’ aula – Ma il fatto che il gip abbia decretato l’ incompetenza di Varese prima di concedere il decreto per il sequestro probatorio dei contratti di acquisto dei carburanti. Noi chiediamo che la precedenza sia data alla “prova”». In sintesi il Codacons chiede al Riesame di non confermare il provvedimento del gip. Se il collegio presieduto da Anna Giorgetti accogliesse l’ istanza, il gip potrebbe autorizzare la guardia di finanza di Varese a procedere con l’ agognato sequestro. «A quel punto – ha detto Colombo – Potrebbe essere fatta valere la competenza territoriale di Milano e Roma, ma la prova sarebbe acquisita». L’ esposto del marzo 2012 Secondo l’ accusa, nata tra l’ altro da un esposto presentato da Codacons nel marzo 2012 in tutte le procure italiane, le sette principali compagnie petrolifere avrebbero fatto cartello tra loro impedendo in questo modo la diminuzione del costo del carburante anche a fronte della riduzione di tasse, accise e soprattutto di costo del grezzo al barile. Di qui la fondamentale esigenza di sequestrare i listini d’ acquisto originali in modo da poter comparare i prezzi di acquisto all’ inizio della filiera con quelli poi imposti ai consumatori. La non competenza territoriale di Varese nasce dal fatto che lo stesso gip Battarino nella sua ordinanza ha rilevato «gravi indizi di colpevolezza a carico delle compagnie» individuando nei consigli d’ amministrazione la sede dove sarebbero stati consumati i reati di aggiotaggio e truffa aggravata. «Non perdiamo tempo» E i cda delle compagnie risiedono a Roma e Milano. Mauro Antonelli, portavoce Codacons in provincia di Varese ha ribadito l’ esigenza di «non perdere tempo. Cristallizzare le prove è fondamentale e trasferire gli atti a questo punto dilaterebbe inevitabilmente la tempistica dell’ inchiesta». Il collegio si è riservato: sui tempi di pronunciamento non c’ è un termine perentorio. Non c’ è quindi una data certa per il pronunciamento.

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