Caro-benzina, Bersani contro i petrolieri
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fonte:
- la Repubblica
Il 10 convocazione al ministero: troppa differenza con il resto d`Europa
La Ue ha aperto una procedura per la scarsa concorrenza nel settore
Rispetto agli altri paesi un litro di benzina viene circa 5 centesimi in più I consumatori: la speculazione costa alle famiglie 200 euro l`anno
Il costo della benzina in Italia è troppo alto, svetta oltre la media europea e non c`è impennata di prezzi del greggio che lo giustifichi. Nel giorno in cui le autostrade italiane pullulano di automobilisti in vacanza sempre più arrabbiati dopo le “soste-pieno“, il governo decide di intervenire e dal ministero per lo Sviluppo parte la convocazione per i petrolieri. Venerdì 10 agosto il ministro Pierluigi Bersani e il suo consigliere Umberto Carpi chiederanno loro i motivi di un divario troppo alto: siamo al terzo posto nella classifica del caro-benzina in Eurolandia e al primo posto assoluto nella top-ten del gasolio. Rispetto alla media Ue un litro di benzina costa fino a 5 centesimi in più: 2,5 euro di differenza per un pieno di 50 litri. “Dobbiamo constatare che la forbice, dopo una fase di contrazione, è tornata ad aumentare in maniera preoccupante“ spiega la nota di convocazione. Tra l`altro i listini delle compagnie rischiano di registrare ulteriori aumenti: la scorsa settimana le quotazioni hanno sfiorato il record storico dei 79 dollari a barile. Il costo del “carburante“ è ormai diventato un caso Ue: dieci giorni fa Bruxelles ha avviato una procedura d`infrazione contro l`Italia per i limiti che frenano la concorrenza nel settore. Dietro le impennate di prezzo, dicono al ministero, ci sono gli storici problemi di una rete che non va. “Non siamo in un regime di prezzi controllati – ricorda Umberto Carpi – ma davanti a quello che sta succedendo il governo ha il diritto e il dovere di chiedere spiegazioni. E` difficile non notare che queste turbolenze arrivano sempre in due precisi momenti dell`anno: Natale e Ferragosto“. I giorni dell`esodo. Sulla rete e sui suoi lacci si discute da anni: il tema occupa un capitolo intero del piano di liberalizzazioni voluto da Bersani. C`è un disegno di legge specifico già approvato alla Camera, e che a settembre dovrebbe arrivare al Senato, che elimina i criteri che bloccano lo sviluppo della concorrenza, come le distanze obbligatorie fra un distributore e l`altro e i tetti ai bacini d`utenza. “Visti i richiami di Bruxelles mi auguro che l`approvazione definitiva del testo arrivi in fretta“ dice Carpi. Ma secondo il consigliere del ministro fra le cause del divario con l`Europa ci sono anche la predominanza del “servito“ sul “fai da te“; la presenza di troppe pompe di benzina che erogano “quantità irrisorie“; lo scarso peso che le entrate “non oil“ (quelle che non derivano dalla vendita del carburante) hanno sulle entrate totali del gestore. “In Italia siamo al 20 per cento contro l`80 della Germania“ fa notare Carpi. La convocazione non soddisfa il Codacons: “Se il governo è dalla parte dei consumatori emani un decreto per congelare l`aumento delle accise e dell`Iva e restituisca quanto incassato in più a tale titolo“. Federconsumatori e Adusbef fanno i conti del salasso: “L`ingiustificata speculazione petrolifera, con un rincaro di 3 euro al pieno, ha fatto guadagnare alle compagnie dai 60 ai 75 milioni di euro. Sulla benzina le famiglie pagano una sorta di pizzo per circa 150-200 euro l`anno“. L`Unione Petrolifera, invece, preferisce non commentare: “Andremo all`appuntamento a vedere cosa ci vogliono dire“.
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