Caro-abbonamenti, rientro al lavoro amaro per i pendolari del Veneto
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fonte:
- Il Gazzettino
Un euro e quaranta in più per i pendolari della Venezia-Padova, 1.20 per i pendolari della tratta Treviso-Venezia, 1.50 per quelli della Padova-Bassano. Il ritorno dalle ferie, di per sè sgradevole per studenti e lavoratori alle prese con la routine quotidiana, non sarà indolore. Dal 1. settembre chi viaggia in treno dovrà fare i conti con il rincaro del tre per cento degli abbonamenti, e con un ritocco leggermente più alto per i biglietti singoli. La cosa era passata quasi inosservata, dato che la Giunta regionale veneta aveva approvato il rincaro, richiesto da più di un anno da Trenitalia, nell`ultima seduta prima del rompete le righe ferragostano. A sollevare la questione, ora, sono i consumatori, che contestano gli aumenti per un servizio che nei mesi scorsi ha causato proteste, incidenti e disagi di ogni tipo. “Per quanto riguarda l`affidabilità dei mezzi – è l`opinione di Franco Conte responsabile regionale del Codacons – l`aumento mi sembra ingiustificato, anche se devo rendere merito all`assessore regionale Renato Chisso per la battaglia ingaggiata con Trenitalia per aumentare la qualità dei servizi“.Quest`ultimo, chiamato in causa, allarga le braccia: “Trenitalia, in base al contratto di servizio del 2001, ci ha chiesto un rincaro degli abbonamenti del sei per cento, giustificato dagli aumenti contrattuali del 2004 e 2005. In passato non avevamo accettato le richieste a causa dei continui disagi lamentati dai pendolari. In questi mesi però il servizio prestato dall`azienda è migliorato, così abbiamo deciso di andare incontro alle richieste accordando un rincaro del tre per cento“. Così per la tratta Venezia-Padova l`abbonamento mensile ordinario passerà da 46.40 a 47.80 euro, (quasi 17 euro in più all`anno) sulla Treviso-Venezia si passerà da 39.80 a 41 euro e sulla Bassano-Padova, per limitarsi ai tragitti più frequentati dai pendolari, il tagliando mensile salirà da 49.80 a 51.30 euro.Ciò non esclude che, nel prossimo futuro, la Regione possa tornare a fare le pulci a Trenitalia nel caso i disservizi dovessero ripetersi. Rimane infatti attivo – sebbene finora non ci siano riscontri sugli effettivi risultati – il numero verde 800-042-822 istituito dalla società controllata Sistemi territoriali per la creazione di una banca dati con la quale monitorare il servizio di Trenitalia. “Rispetto all`anno scorso – aggiunge Chisso – mi sembra comunque che le cose siano migliorate“.Non altrettanto possono dire i pendolari del Friuli Venezia Giulia, che anche nel mese di agosto, complice il maltempo, hanno dovuto subire pesanti disagi a causa dei disservizi causati da alcuni guasti che hanno bloccato a macchia di leopardo la circolazione ferroviaria. Per questo la consulta dei pendolari conta di ridiscutere, in un prossimo incontro con la regione e i vertici regionali di Rfi, le condizioni del servizio prestato in Friuli. Sul fronte orientale le cose dovrebbero migliorare con l`entrata in servizio di nuove carrozze Minuetto, dopo l`incidente di percorso dello scorso inverno, quando alcuni vagoni con le insegne friulane (cofinanziate dalla Regione) erano state spostate sulla tratta Venezia-Bologna. In Veneto invece su 40 carrozze destinate al traffico locale sarà migliorata l`informazione visiva, con pannelli al plasma, bagagliai per le biciclette e la possibilità di ricevere via sms notizie sull`orario e sul traffico ferroviario. Per il Codacons però, schierato sul fronte dei pendolari, non basta ancora. “Può darsi che Trenitalia abbia migliorato il servizio – insiste Conte – ma le statistiche non tengono conto dei ritardi di regionali e interregionali, spesso sacrificati alle esigenze di eurostar e intercity. Per questo i pendolari devono continuare a farsi sentire. E per dare peso alle loro istanze bisogna che nell`ordinamento giuridico italiano venga riconosciuta la class action, ovvero l`azione legale esercitata da un singolo con effetti collettivi“.
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