11 Febbraio 2009

“Caro Vian, noi non staremo zitti Silenzio va chiesto a chi ha urlato”

CATTOLICI contro. Mimmo Delle Foglie, portavoce di Scienza & Vita, contesta la linea di condotta "silenziosa" auspicata dal direttore dell’Osservatore Romano. E traccia i confini di una battaglia «epocale».

 Ha passato gli ultimi giorni a Udine, a coordinare i lavori del Forum delle associazioni familiari del Friuli nel tentativo (non riuscito) di salvare la vita di Eluana Englaro.  L’ha fatto con la benedizione dei vescovi italiani e delle tantissime associazioni e movimenti cattolici che hanno aderito al Forum: Acli, Rns, Cl, Codacons e tanti altri. Mimmo delle Foglie, portavoce di Scienza &Vita, organizzatore del Family Day del 12 maggio 2007, dopo tanto impegno profuso in una battaglia capitale per quei cattolici e i laici che credono nell’inviolabilità della vita, racconta al Riformista gli ultimi giorni vissuti fuori la clinica La Quiete, le ultime ore spese sul campo di una battaglia di fatto persa. Interpellato innazitutto su quanto il direttore dell’Osservatore Romano, lo storico Gian Maria Vian, ha voluto dire ieri al Corriere della Sera – Vian, ricordando un intervento che Lucetta Scaraffia ha fatto sabato scorso sul suo giornale invitando alla «pacatezza» e all’«equilibrio», ha detto che «quasi nessuno», nelle ultime ore, «ha rispettato l’invito al silenzio, paradossalmente nemmeno coloro che lo invocavano» -, Delle Foglie si domanda a chi queste parole fossero dirette. Dice il portavoce di Scienza & Vita: «Spero che Vian non si rivolgesse a noi, al nostro impegno, ma alla politica. Noi ci siamo battuti con coerenza e determinazione e continueremo a farlo perché far sentire la nostra voce sulla scena pubblica è un dovere». Diversi esponenti delle gerarchie cattoliche in questi giorni hanno invitato al silenzio. Altri hanno parlato più esplicitamente. Scienza & Vita, senz’altro, ha ritenuto e ritiene quanto mai opportuno esporre il proprio punto di vista avendo giudicato la posta in gioco come epocale. «A noi – dice Delle Foglie – non ci possono chiedere il silenzio perché non abbiamo mai urlato. Abbiamo semplicemente parlato chiaramente. E questa non è una colpa. Chi ha urlato sono altri. Sono stati, ad esempio, i radicali. L’altro ieri, appena Eluana è morta, il responsabile dell’associazione Luca Conscioni del Friuli ha urlato fuori dalla clinica La Quiete queste parole: "Ci uniamo alla gioia del padre di Eluana per la morte della figlia". E lo hanno pure applaudito. Mi domando se questa posizione sia davvero rispettosa, nei contenuti e nei modi, delle persone coinvolte». Il Forum delle associazioni familiari del Friuli ha chiesto a più riprese il rispetto della legge nella vicenda di Eluana. Ha chiesto il rispetto del diritto della popolazione friulana alla trasparenza degli atti amministrativi e a una piena informazione sulla vicenda, ma non ha avuto risposta. «Siamo stati ignorati – dice Delle Foglie -. Nessuno, tra l’altro, poteva avvicinarsi alla stanza di Eluana. Il padre di Eluana è tornato in clinica solo dopo la morte della figlia. Secondo quanto abbiamo potuto sapere Eluana è morta da sola, senza nemmeno la vicinanza di un medico. Per questo siamo scossi. E per questo ci hanno fatto male gli applausi fuori dalla clinica una volta arrivata la notizia del decesso». Prima della morte di Eluana il Forum era andato sul sagrato di Santa Maria delle Grazie, una basilica vicina alla clinica, a proporre su un maxi schermo il video "Lieve e tenace è la vita": uno spettacolo teatrale con al centro un monologo del poeta Davide Rondoni, affidato all’interpretazione di Luca Ward. Giusto il tempo di posizionare il maxi schermo ed è arrivata la triste notizia. «Ci siamo subito precipitati alla clinica – racconta Delle Foglie – e abbiamo esposto il nostro striscione: "Per Eluana e per tutti noi". Alcuni di noi hanno iniziato a pregare. Nessuno ha urlato o ha avuto reazioni scomposte come invece ci hanno accusato. In tutti questi mesi non abbiamo mai offesi nessuno, tanto meno il padre di Eluana. Per questo diciamo che chi oggi invita al silenzio fa un gesto avventato. C’è in ballo qualcosa di capitale. Ieri sull’Unità Maurizio Mori ha detto che "Eluana ha rotto l’incantesimo: la vita buona è solo quella consapevole". Mori dice in sostanza che la morte di Eluana è un passaggio di civiltà che vale più di Porta Pia perché è la fine della vita considerata come bene indisponibile, come dono, come bene in sé. Ora io dico: ci rendiamo conto? Questo è un colpo al cuore della visione antropologica del nostro paese. Un colpo al cuore che chiede una riposta seria, forte e decisa».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this