26 Ottobre 2002

Caro tariffe, 500 euro a famiglia

«A cominciare dal trasporto pubblico su gomma – fa notare la responsabile umbra delle politiche per i consumatori dell?associazione – con tutte e tre società regionali che hanno aumentato le tariffe». Stando all?esito del rapporto, la maglia nera spetta a treni e autobus, il settore che ha fatto registrare il maggior numero di segnalazioni. I casi raccolti sono riferiti a ritardi, comfort, pulizia, affidabilità e continuità. Disagi anche con i gestori telefonici, a causa delle controversie che nascono per problemi di trasparenza e informazione. Il “classico“ resta l`attivazione di servizi non richiesti e la necessità di scegliere tra reti alternative anche per il telefono fisso. In questi giorni, il Codacons Umbria ha raccolto le segnalazioni di utenti che si sono visti recapitare fatture per 17/20 euro da due gestori di telefonia mobile per contratti mai stipulati. «Se non si è firmato nulla – raccomanda Carla Falcinelli – non bisogna pagare». Nei casi seguiti dall`associazione, è bastata una telefonata per annullare la fattura.
L`altro settore che ha catalizzato più scontento è quello bancario: l`80% delle segnalazioni elaborate da Pit servizi riguarda la trasparenza, la non facile lettura delle condizioni economiche. «Nei confronti dei servizi bancari – sostiene Anna Maria Cosso – c`è un ritardo nella tutela del cittadino e su questo abbiamo aperto un confronto con l`Abi». La costante crescita dei costi di tenuta dei conti correnti bancari (+ 11%) e quelli per la loro chiusura, magari per passare ad altri istituti (fino a 100 euro), fanno il resto. Le carenze di qualità lamentate dai cittadini negli uffici postali, sono riconducibili al razionamento del personale. Si teme inoltre per la chiusura degli sportelli in alcuni centri della regione. «In Umbria – aggiunge la Cosso – verrebbero penalizzate quelle realtà di montagna dove le poste sono l`unico riferimento “finanziario“». Sullo sfondo, il “dramma“ bollette che per gli umbri restano il cruccio maggiore. Acqua, luce, gas e telefono portano via circa 1.500 euro l`anno, di cui circa cento “grazie“ agli aumenti 2002. Bollette poco chiare e conguagli gas e luce record continuano a stressare gli utenti.
I prezzi non sono dunque l`unica fonte di maggior spesa ma i dati di ottobre sul costo della vita riportano la questione in primo piano, con l`assessore Ada Girolamini che richiama i commercianti a un impegno concreto. «É tempo – dice – di tirare le fila del del lavoro portato avanti dalla Giunta». L`accordo blocca-prezzi verrà sostenuto con finanziamenti alle attività produttive per 3 milioni di euro.

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