Caro spese e bollette, stangata sulle famiglie
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fonte:
- Il Secolo XIX
Genova – Autunno caldo sul fronte dell’ aumento di prezzi, tariffe, prodotti alimentari. E se tornano all’ attacco le organizzazioni dei consumatori per la bufera che attende le famiglie italiane, la Coldiretti lancia l’ allarme per carne e latte , il cui costo di produzione è aumentato del 50% con conseguenti ripercussioni sui prezzi nel carrello (e sull’ esportazione del Made in Italy per quanto riguarda formaggi e salumi) mentre i pendolari lamentano il secondo adeguamento Istat dell’ anno, finora inedito, del costo dei biglietti per gli intercity a media e lunga percorrenza (dal 5 all’ 8% circa). Il Codacons, solo per gli alimenti, prevede una maggiore spesa di 550 euro a famiglia , e la fine delle ferie accoglierà gli italiani con «la riapertura dei negozi e delle attività commerciali accompagnata da un aumento generalizzato dei prezzi, mediamente del 5% sui prodotti di largo consumo, con punte fino al +10% per quei beni legati strettamente alle quotazioni dei carburanti». Ed è proprio la benzina a finire sul banco degli imputati. «L’ abnorme aumento dei listini dei carburanti – dice il presidente Carlo Rienzi – e le sconsiderate accise che gravano su benzina e gasolio, stanno comportando un incremento dei costi che viene scaricato sui consumatori finali». Adusbef e Federconsumatori , dal canto loro, dopo aver calcolato, una decina di giorni fa in 2.333 euro la stangata che si abbatterà in termini di aumenti di prezzi, tariffe, tasse e imposte sulle famiglie, hanno deciso di scendere sul piede di guerra. Con un presidio di protesta davanti a Montecitorio il 28 settembre e mettendo mano a un vero “piano di difesa” , concordato con le maggiori organizzazioni di consumatori italiane, da consegnare al governo nei prossimi giorni. «Le direttive di marcia del governo per l’ anno in corso – è il pensiero dei presidenti di Adusbef Elio Lannutti e di Federconsumatori Rosario Trefiletti – devono invertirsi e puntare sul rilancio: ripresa della domanda di mercato, liberalizzazioni e investimenti per l’ innovazione e lo sviluppo tecnologico». A fronte di un andamento negativo «che non sembra avere sosta – sostengono le due associazioni – anche nella ripresa autunnale» e a parametri di aumento che inducono al più nero pessimismo, insomma, la linea del rigore adottata dai “tecnici”deve sapersi coniugare con quella della comprensione del dramma che stanno vivendo le famiglie italiane, altrimenti si rischia il collasso sociale. Le maggiori preoccupazioni? « Vengono soprattutto – spiegano all’ Adusbef e alla Federconsumatori – dal versante dell’ alimentazione , anche alla luce delle speculazioni internazionali sulle derrate alimentari, con aumenti del 7% pari a una spesa annua maggiore di 392 euro; dall’ incremento dei costi di mantenimento della casa, dove le bollette di gas, luce, acqua e rifiuti, che si attesteranno a 308 euro in più e per i costi energetici tra carburanti e riscaldamento, che registreranno aumenti vertiginosi complessivi per 471 euro. Senza dimenticare gli indicibili aumenti delle tassazioni,Imu e addizionali Irpef, ed il gravoso carico economico per mandare un figlio a scuola». Se a questo si aggiunge che si continuano a perdere posti di lavoro , la disoccupazione tocca quote record, studi di settore e rilevamenti dicono che solo un terzo delle famiglie arriva a fine mese, mentre 1 italiano su 4 ricorre al credito al consumo per cavarsela ecco che i 2.333 euro che a mancheranno dal bilancio familiare sono tanti. Per quanto riguarda il rischio della produzione di latte e carne in Italia (e del Made in Italy nel settore salumi e latticini), sostiene la Coldiretti, tutto nasce dall’ aumento dei prezzi dei mangimi: con l’ autunno nutrire gli animali negli allevamenti costerà fino al 50 % in più rispetto all’ inizio dell’ anno. Con effetti sulle tavole degli italiani. Da gennaio ad agosto il mais è aumentato di oltre il 40% – sostiene l’ associazione in una nota – e la farina di soia di quasi il 70%: considerato che circa il 75% della razione giornaliera di una mucca è composto proprio da soia e mais l’ impatto di questi aumenti è insostenibile se si tiene conto che il prezzo del latte e derivati riconosciuto agli allevatori si è ridotto del 9% rispetto allo scorso anno. «Occorre quindi – afferma il presidente Coldiretti Sergio Marini – una netta ed immediata inversione di tendenza per non mettere a rischio l’ allevamento italiano e con esso, oltre alla produzione di latte e carne, anche l’ intero patrimonio di formaggi e salumi Made in Italy che rappresenta una voce determinate delle esportazioni». Infine l’ aumento dei biglietti ferroviari degli Intercity a media a lunga percorrenza, scattato dall’ 1 settembre per quelli regolati dal contratto nazionale del Servizio universale stipulato con il Ministero dei Trasporti, che concede sovvenzioni pubbliche a Trenitalia. «La cosa singolare – sostiene Enrico Pallavicini, portavoce dei pendolari Genova-Milano – è che finora l’ adeguamento Istat era stato applicato solo a gennaio. E’ la prima volta che Trenitalia recupera l’ aumento del costo della vita due volte».
gianfranco sansalone
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