9 Luglio 2002

Caro prezzi: gli acquirenti hanno detto basta




Anche i monfalconesi hanno partecipato allo sciopero dei prezzi messo in atto dalle associazioni per i diritti dei consumatori. Secondo il Codacons, infatti, nel Monfalconese l?adesione è stata del 25%, una buona media che rispecchia quella nazionale (che ha però avuto punte anche del 40%), considerata anche la poca pubblicità che era stata riservata all?iniziativa.
Un problema, quello dei prezzi, che ha subito coinvolto la città. Proprio nel Monfalconese, qualche mese fa, era infatti scoppiato l?allarme aumenti a causa dell?euro. A finire nel mirino delle associazioni a tutela dei consumatori, nei primi giorni del 2002, erano stati soprattutto i bar, che erano stati sommersi dalle critiche per i prezzi «gonfiati». Qualche esempio? La birra alla spina, passata da 7.000 lire a ben 4 euro, cioè 7.745 lire. Per una Coca Cola, il cui prezzo era da sempre fisso a 3.500 lire, ci si trova a pagare 1.80 euro, con un aumento di 185 lire. Vicenda emblematica della selva di prezzi dovuta all?arrivo dell?euro era stata la «guerra del caffè» scoppiata in città nei primi mesi dell?anno. La scintilla che aveva dato il via alla protesta era stata la scoperta che i prezzi in euro delle tazzine al banco, a differenza di quelli in lire (le classiche 1.500 lire) non era affatto fissi. Si andava così dagli 85 centesimi dei locali del centro ai 62 delle torrefazioni, passando per gli 80 dei locali periferici.
Poche settimane fa, l?allarme era stato esteso anche agli altri generi di consumo, soprattutto l?abbigliamento, che a detta degli acquirenti aveva subìto crescite notevoli con l?arrivo della nuova moneta. Gli aumenti, negati dall?Ascom (che aveva evidenziato come l?unico intervento sui prezzi fosse l?eliminazione dei centesimi), erano invece confermati dal Codacons, che evidenzava come causa principale della crescita proprio gli arrotondamenti: un capo dal costo di 150.000 lire non veniva messo in vendita a 77 euro, ma ad 80. Anche in questi casi, secondo le associazioni, il risultato era stato quasi ovunque di aumenti generalizzati, che non erano stati certo ben visti dai clienti. Proprio per far fronte al problema, che si era da subito dimostrato più esteso del previsto, Federconsumatori e Ascom, entrambi aderenti al Comitato Euro, avevano progettato l?istituzione di uno sportello dove è possibile denunciare simili casi.

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